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Nasce a Modena una nuova supercar: la M67 costerà 400mila euro

Il gioiello della Ts Automobili sarà svelato al prossimo Motor Valley Fest. Le simulazioni a computer certificano i 320 chilometri orari in meno di 3 secondi


17 maggio 2022 Giovanni Medici


Modena. Una nuova granturismo Made in Modena è pronta a debuttare.

Si chiama M67, l’abbiamo vista in anteprima mentre nella cabina di verniciatura stava acquistando una bella livrea blu brillante. Chi ha deciso di lanciarsi in questa avventura diventando produttore di vetture sportive è la TS Automobili Modena, sede (in via di allestimento) in via dei Carpentieri, a Modena Est.

Arnaldo Torone e Vincenzo Sorvillo sono i due soci-titolari, coadiuvati dalla figlia del secondo, Rosanna, e da Franco Gasparini. Un team che ha iniziato a progettare questa vettura nel settembre scorso e che a regime darà lavoro a una quindicina di dipendenti, pronti a produrre in un vero e proprio atelier di circa 1500 metri quadrati (che fungerà anche da showroom) una M67 al mese.

L’edizione 2022 di Motor Valley Fest sarà l’occasione per lanciare questa nuova vettura sul palcoscenico internazionale, con un vero e proprio “disvelamento” che avrà luogo il 27 maggio. A differenza di altre supercar presentate negli ultimi tempi la vettura della TS (nel logo c’è un’aquila) non ha un motore elettrico, non promette 1500 cavalli e 400 chilometri all’ora.

Sotto al cofano (si apre a compasso) c’è invece un motore centrale-posteriore V8 della General Motors (il cambio è invece quello a otto rapporti che equipaggia anche la Maserati MC20). E d’altronde la linea della M67 non ha nulla di fantascientifico: niente flap, minigonne, appendici. La carrozzeria, spiega Torone, designer ed ingegnere aerospaziale che ha lavorato per Ferrari, Lamborghini, Ares Design, è stata infatti volutamente realizzata con l’intenzione di richiamare stilemi tipici delle vetture italiane degli anni Sessanta e Settanta. Ricorda nel posteriore la Lamborghini Urraco ma anche la Mangusta De Tomaso, prodotta in 2.500 esemplari. D’altronde M67 non significa che Mangusta 1967.

«Le auto supersportive di oggi sono pesanti, troppo potenti per le nostre strade, spesso con linee simili, costosissime da mantenere. Noi siamo analogici e non digitali», dice ancora Torone che anticipa come già una mezza dozzina di persone di tutto il mondo si siano dette interessate, solo vedendo i rendering realizzati al computer, ad acquistare questa nuova auto: il cui costo presunto (il primo prototipo dotato di meccanica sarà pronto ad ottobre, le prime consegne avverranno a fine gennaio 2023) dovrebbe essere di circa 400mila euro.

Per una Gt che ha 580 cavalli e raggiunge i 320 chilometri all’ora in 2.9 secondi, hanno detto le simulazioni al computer. Anche gli interni avranno un’aria vintage.

«Per i fornitori, ad esempio per i materiali compositi della carrozzeria, ci rivolgeremo ad imprese della nostra Motor Valley – conclude Torone – Tra progetto, nuova sede e spese di avviamento si parla di un paio di milioni di euro di investimento… Gli austriaci volevano che andassimo in Carinzia a produrla ma invece restiamo qui. Non ci riteniamo concorrenti di Ferrari, Pagani, Lamborghini ma vogliamo realizzare una vettura esclusiva che dia sensazioni estetiche e di guida impareggiabili». Pochi giorni ancora e la M67 potrà mostrarsi al mondo.

 

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