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Montecreto Il percorso dell’antica via Romea devastato dai trattori a Strettara

Trattori che con le loro ruote creano solchi e devastano un tratto di un percorso in mezzo al bosco che non è un sentiero qualunque, ma un tratto della millenaria via Romea Germanica Imperiale. Succede a Strettara di Montecreto, sul percorso che dal borgo sale all’antica maestà di Pian Burlengo, crocevia anche di altri due sentieri molto frequentati.


18 maggio 2022


Montecreto Trattori che con le loro ruote creano solchi e devastano un tratto di un percorso in mezzo al bosco che non è un sentiero qualunque, ma un tratto della millenaria via Romea Germanica Imperiale.

Succede a Strettara di Montecreto, sul percorso che dal borgo sale all’antica maestà di Pian Burlengo, crocevia anche di altri due sentieri molto frequentati. In questi giorni alcuni escursionisti sono passati di lì e hanno scoperto, a una trentina di metri dalle case, lo scempio: il sentiero che passa di fianco al vecchio lavatoio sfigurato e ridotto a un ammasso di fango, con ruotate devastanti. Quelle di un trattore evidentemente utilizzato per andare a caricare legna tagliata nei boschi, e infatti avvistata a terra già nei giorni precedenti, passando con assoluta noncuranza del terreno bagnato che non poteva sopportare il passaggio di un mezzo pesante.

Il percorso è comunale, ma inserito nella via Romea Germanica Imperiale frequentata da turisti di tutta Europa, così come nel Cammino di San Bartolomeo, che conduce fino a Pistoia e sta conoscendo un crescendo di popolarità. Il solchi lasciati sono profondi: c’è chi teme che il tratto non potrà mai più tornare ad essere quello di prima. Nell’Appennino sempre più chiamato a riscoprire e valorizzare la sua vocazione green per attirare nuovi turisti, l’accaduto suscita grande rabbia: «Ho già attivato l’ufficio tecnico per approfondire l’accaduto – sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi – così come le forze dell’ordine addette a questo tipo di controlli. Dobbiamo capire chi è il titolare di quel taglio nel bosco e chi ha effettuato il trasporto in maniera così devastante, utilizzando mezzi pesanti su un terreno umido. Se verranno accertati illeciti, dovrà assumersi le sue responsabilità».

Ma al di là degli aspetti sanzionatori, l’accaduto suscita profonda amarezza: «Ci sono anche pellegrini internazionali su questo percorso, di fronte ai quali facciamo un’enorme figuraccia – nota il sindaco – ed è un’enorme mancanza di rispetto verso tutti quei volontari che promuovono questi cammini e ne curano la manutenzione con tanta cura. Cose così non possono e non devono più succedere».

Ovviamente nessuno punta il dito contro il taglio della legna in sé, che è anzi un’attività che sta muovendo un’economia importante in Appennino, ed è destinata a farlo sempre di più con l’aumento esponenziale del prezzo del gas. Ma l’attività deve avvenire nella giusta cornice di rispetto. Cosa che pare mancata anche in passato in quest’area: in particolare nel tratto superiore sono stati segnalati ripetuti casi di abbandono “selvaggio” di materiale di scarto da taglio.l

D.M.

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