modena
cronaca

Carpi Addio Giovanni Rabboni pioniere tra i detective


19 maggio 2022


CARPI. Se n’è andato a 81 anni con ancora la voglia di scherzare. Era ormai stanco Giovanni Rabboni, ma era felice della vita che aveva vissuto. Lui, prima ufficiale dei carabinieri, uomo tutto d’un pezzo e rispettato sia quando operava a Carpi sia quando venne chiamato a guidare la caserma di Finale, poi fondatore della Carpi Investigazioni, l’ultima grande intuizione.

E’ stato uno dei primi investigatori privati in Italia, ha iniziato ad ampliare il proprio raggio di influenza operativa in settori ancora poco conosciuti e ha portato la società al top a livello nazionale. Se all’inizio erano soprattutto i coniugi traditi a chiedere l’intervento dei detective per certificare qualche sospetto, poi la specializzazione e la professionalità di Rabboni e dei suoi ragazzi si è concentrata soprattutto sullo stanare i falsari di griffe. Non poteva essere altrimenti per un uomo che ha creato il proprio quartier generale a Carpi, nel cuore del distretto della moda.

Rabboni viaggiava da nord a sud alla guida di auto di grandi dimensioni, non poteva essere altrimenti per un uomo di stazza imponente come la sua. Era instancabile, gli capitava di andare a Napoli per una testimonianza e qualche ora dopo lo si trovava a Milano per chiudere un altro accordo economico. Ma quando poteva cercava un po’ di pace nel suo buen retiro ai Ronchi (Massa) che raggiungeva insieme alla moglie Raffaella per godersi l’estate.

Non che smettesse di lavorare visto che il cellulare suonava in continuazione e in sella alla sua bicicletta elettrica o in motorino si allungava sul lungomare per chiacchierare con qualche cliente o capire se ci fosse un affare da definire. Però da lì si muoveva come uno del posto: una cena all’agriturismo Foscalino o un po’ di pesce al ristorante Pancino oppure una gita sulle cave di marmo che raggiungeva per fermarsi con gli operai e scoprire la loro arte.

A Carpi, intanto, Carpinvest diventava Group, guidata da Luca Ascari, figlio di Raffaella che in “Rab” ha sempre visto qualcosa in più rispetto al semplice marito della mamma. Si sono piaciuti, sono cresciuti scambiandosi pareri e valutazioni e quando è stato il momento Rabboni ha lasciato la plancia di comando, certo di aver trovato il suo successore. Non ha mai avuto alcun dubbio su quella scelta. Luca, che gli aveva dato un’altra volta la gioia di diventare nonno di Gaia, piccolo scricciolo che negli ultimi anni ha attirato tutte le sue attenzioni e gli ha certamente allungato un po’ la vita.

Ma la voglia di muoversi non svaniva mai né tantomeno poteva esimersi da qualche gita enogastronomica insieme agli amici Marco Poli, Ettore Quadrelli, Mario Cornali e Ilio Delle Mura. Poi c’era il gruppo di Finale che lo accoglieva sempre gioioso nel capannello che si formava davanti al municipio ferito dal terremoto. Amicizie costruite negli anni, nate quando ancora era maresciallo (a Finale si sposò con l’ex assessore Odilla Gallerani da cui è nata la figlia Manuela) e con lui c’era da stare in allerta, come racconta ancora qualche balordo ormai in pensione o qualche giovane che viveva sopra le righe. Quando arrivava Rabboni meglio stare zitti, tanto lui già aveva capito. Da perfetto investigatore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.