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«Raccolta rifiuti, lavoratori pagati 300 euro in meno»

 Il segretario del partito chiede ai sindaci di intervenire per eliminare le disparità di pagamento tra gli assunti diretti e chi lavora tramite una delle coop «Ne va della dignità delle persone


19 maggio 2022


Nonantola «Lavoratori di Geovest sottopagati».

È questa la grave denuncia avanzata dal segretario regionale del Partito Comunista Stefano Lugli che mette nel mirino la multiutility che si opera tra Modena e Bologna, occupandosi della raccolta rifiuti a Nonantola, Ravarino e Finale.

«Alcuni lavoratori di una delle tre cooperative sociali al servizio di Geovest – precisa Lugli –, la società partecipata che gestisce la raccolta dei rifiuti per 11 comuni tra le province di Modena e Bologna, ci hanno contattato per segnalare una situazione di disparità retributiva. A fronte dello stesso lavoro chi è al servizio diretto di Geovest ha uno stipendio dignitoso, mentre chi è alle dipendenze di una della cooperative ha uno stipendio inferiore anche di 300 euro al mese».

Secondo Lugli la situazione che si presenta e che è stata segnalata con tanto di buste paga alla mano è «molto grave e incompatibile con i valori e gli obiettivi della cooperazione, a maggior ragione se si tratta di una cooperativa sociale, che del riscatto dei lavoratori ha fatto la ragione della sua stessa esistenza ma che in troppe occasioni è diventata strumento di sfruttamento».

Il segretario di Rifondazione comunista si rivolge in particolare ai sindaci dei Comuni coinvoli: «È una situazione che non ci lascia indifferenti e che non dovrebbe lasciare indifferenti nemmeno i sindaci dei comuni soci di Geovest che si avvalgono delle sue prestazioni per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento di piazze e strade dei paesi. La dignità e la parità di trattamento dei lavoratori riteniamo infatti sia una precondizione per offrire un buon servizio ai cittadini». Secondo Lugli, inoltre, il problema coinvolge anche i cittadini: «I contribuenti con la Tari pagano il servizio come se tutti i lavoratori delle aziende socie di Geovest fossero retribuiti con il salario previsto dal contratto collettivo nazionale dei servizi ambientali, come avviene per due delle cooperative socie di Goevest, per cui i cittadini non pagherebbero un euro in più se venisse applicato il contratto di riferimento. Un contratto uguale per uguali mansioni e parità di salario a parità di lavoro sono principi che non possono essere ignorati da chi amministra la cosa pubblica, soprattutto quando i Comuni sono essi stessi soci con una responsabilità diretta nell’indirizzo delle scelte aziendali. Chiediamo quindi ai sindaci e a Geovest di intervenire al fine di sanare disparità salariali che ledono la dignità dei lavoratori».

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