Il piano di Caselli: «Russia, l'Europa diventi protagonista»
Il professore modenese torna sulla questione della guerra. «Siamo al centro di un confronto tra Usa e Putin, così non può andare». Stasera un incontro in Galleria Europa
Diario di guerra. Il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue, con l’ipotesi di una tregua o di un armistizio che appare lontana all’orizzonte. Oggi, 20 maggio alle 21, la Galleria Europa di Piazza Grande a Modena ospiterà il meeting “Il Caso Putin: la geopolitica dietro lo Zar”. Un incontro a cui parteciperanno Federico Petroni e Mirko Mussetti, esperti di geopolitica della rivista Limes, e Gian Paolo Caselli, economista e autore per Domani, Il Fatto Quotidiano e ancora Limes.
Idee, opinioni, principi e convinzioni che verranno condivise con il pubblico in un dibattito tra esperti analisti. “La fine della guerra non la vedo affatto vicina”: di questo è fermamente convinto Gian Paolo Caselli.
Dottor Caselli, la Finlandia ha chiesto di aderire alla Nato, la Svezia farà lo stesso. Sono due paesi storicamente neutrali. Perché proprio ora vogliono aderire al Patto Atlantico?
«Temono di essere invase. Pensano che avendo la Russia invaso l’Ucraina, potrebbe attaccare anche loro, ma è un’ipotesi che io escludo categoricamente. La Russia non ha la forza militare di assalire contemporaneamente l’Ucraina, la Svezia e la Finlandia. E non ha nemmeno nessun interesse. Credo ci sia una forte pressione americana su questi paesi, che li spinge verso la Nato».
Cosa cambierebbe con l’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO?
«Assolutamente niente. E’ una mossa più simbolica che altro. La NATO è in mano agli Stati Uniti. Quello in atto è uno scontro tra Russia e USA, con l’Europa che si trova in mezzo. C’è semplicemente un piccolo allargamento del fronte anti russo».
Come si dovrebbe comportare l’Europa con la Russia?
«I grandi paesi europei, come Francia, Italia, Spagna e Germania, dovrebbero andare a trattare con Putin ed accordarsi per un armistizio. Questo sarebbe l’unico modo per l’Europa di contare qualcosa. L’UE con la Russia ci deve convivere: è vicina, le economie sono complementari e avvengono continui scambi di materie prime e altri prodotti».
Qualche giorno fa’ Mario Draghi, in visita negli USA, ha parlato di Piano Marshall per i territori Ucraini. E’ giusto?
«Certo. L’Ucraina sarà tutta da ricostruire. E’ a pezzi. Le ferrovie sono state bombardate, così come le fabbriche e i ponti. Alcune città come per esempio Mariupol’ sono state distrutte. E’ stato stimato dal Fondo Monetario Internazionale che il reddito medio calerà del 35-50%. Inoltre il paese si sta spopolando con tantissima gente che se ne va».
Come può terminare la guerra?
«Deve esserci un cessate il fuoco. Donbas e Crimea, che sono già in gran parte territori russi, dovrebbero essere lasciati alla Russia. Uguale per le altre zone sotto occupazione russa, che anche queste si trovano tra Donbas e Crimea. Dopo di che devono esserci delle trattative diplomatiche, che possono durare anni, per dirimere la sovranità di questi luoghi».
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