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Carpi. Botte al Pronto soccorso: aggredisce medici, infermieri e una guardia giurata

Un 40enne è stato portato al Ramazzini dopo un incidente in moto. Il personale sanitario si stava occupando di lui quando, all’improvviso, ha dato in escandescenza, prendendo a pugni un medico, due infermieri, un operatorie sociosanitario, oltre a una guardia giurata. 


22 maggio 2022 Serena Arbizzi


CARPI. È arrivato al Pronto soccorso del Ramazzini nella notte tra venerdì e ieri, dopo un incidente in moto, con una frattura alla spalla. Il personale sanitario si stava occupando di lui quando, all’improvviso, ha dato in escandescenza, prendendo a pugni un medico, due infermieri, un operatorie sociosanitario, oltre a una guardia giurata.

Un 40enne, residente a Parma, è arrivato all’ospedale Ramazzini in ambulanza a causa di un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto. Durante il trattamento sanitario nell’area dell’Osservazione Breve Intensiva, dapprima ha inveito contro il personale lanciando improperi all’indirizzo dei sanitari e poi ha dato luogo a vere e proprie aggressioni fisiche, tra lo choc dei presenti.

L’episodio ha richiesto l’intervento della guardia giurata e delle forze dell’ordine e ha coinvolto diversi operatori, quattro dei quali, tra cui la stessa guardia giurata, hanno necessitato di cure per le lesioni riportate, con prognosi di modesta entità.

«È intollerabile che professionisti al lavoro subiscano un’aggressione come quella di stanotte – sottolinea Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell’Ausl – L’Azienda è vicina a tutti gli operatori del Pronto Soccorso per questo ennesimo episodio di violenza, su cui si riserva di valutare ogni azione legale. Lavorare nell’emergenza-urgenza è diventato sempre più difficile, anche a causa della carenza di organico, problematica nota a livello nazionale, e il sostegno della cittadinanza è fondamentale».

Una dura condanna all’episodio arriva anche dal presidente dell’Ordine provinciale dei medici, chirurghi e odontoiatri, Carlo Curatola. «I luoghi di cura dovrebbero essere spazi sacri e inviolabili, invece stanno diventando sempre più spesso delle arene di combattimento: così non si può andare avanti, perché chi aggredisce un medico aggredisce sé stesso – rimarca Curatola – A tutto il personale del Pronto soccorso e del 118 della nostra provincia giunga la nostra solidarietà e vicinanza».

«Questo episodio segue quello del 15 maggio scorso, che ha visto coinvolta l’equipe di un’ambulanza del 118, pesantemente insultata dalla persona cui stava prestando soccorso – rivela il presidente – Purtroppo restano ancora inascoltati i nostri allarmi sulla grave carenza di risorse umane nella sanità, in particolare nei Pronto soccorso degli ospedali. I nostri colleghi medici lavorano costantemente sottopagati e stressati, se non addirittura spaventati e sfiduciati. Per questo molti di loro inviano pressanti richieste di trasferimento in altri reparti e, se non vengono accolte, preferiscono presentare le dimissioni o andare in pensione il prima possibile. Chiediamo alle istituzioni e alla politica – conclude il presidente – di occuparsi subito di questo problema, prima che diventi ingestibile e fuori controllo».l

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