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Modena Cantiere durante le lezioni Muratori e Barozzi in rivolta

I lavori di ristrutturazione disturbano gli studenti nelle scuole


24 maggio 2022


MODENA «Silenzio o vi beccate una nota», rimproverano gli insegnanti quando in classe gli alunni fanno confusione. Un ultimatum che spesso funziona e porta improvvisamente la quiete.

Ma la minaccia, intesa in senso positivo, nulla può contro un cantiere edile. E la situazione che si genera ogni giorno nella zona compresa tra il liceo Muratori e l’istituto tecnico Barozzi è paradossale: le lezioni sono scandite da continue trivellazioni e suoni pesanti nel giardino dell’Itis.

Nella prima mezz’ora di scuola le centinaia di studenti dei due edifici riescono a seguire senza interferenze acustiche. Ma a partire dalle 8.30 ecco imperversare, quasi come un ente trascendente, il rumore del cantiere. Dalle finestre delle classi che si affacciano proprio sul luogo dei lavori si intravede una trivella alta almeno 10 metri che scava nel terreno. A volte affiancata da una betoniera che, dopo l’attivazione, risulta essere una sorta di strumento all’interno di un’orchestra poco delicata.

Fino alle 10.30, ogni giorno da settimane, le orecchie degli studenti devono porgere ascolto a insegnante e, necessariamente, inquinamento acustico generato dai lavori, senza ben capire quale dei due suoni sia di sfondo all’altro. Dopo un quarto d’ora di silenzio, dovuto probabilmente a una rigenerante pausa per lavoratori e alunni, alle 10.45 si ripete lo stesso scenario, che va concludendosi circa per mezzogiorno.

Ora, il tema che molti studenti sollevano è il seguente: è possibile che i lavori siano iniziati appena prima della fine del mese di scuola? Perché non si è deciso di farli cominciare a giugno o luglio?

«Per una classe di quinta che deve affrontare la maturità sia un grave problema. Bisognerebbe avere rispetto della scuola e di chi la vive», racconta una studentessa del Muratori che per ovvi motivi preferisci rimanere anonima.

«È il solito modo all’italiana di gestire le situazioni – tuona un 18enne che frequenta il Barozzi – Non serviva un genio per programmare i lavori durante l’estate o di pomeriggio, anziché disturbare le normali lezioni». l

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