modena
cronaca

Sassuolo. Gli studenti del Formiggini e le foto ai loro luoghi del cuore

Ottantasei scatti dei posti più suggestivi: case, muri e c’è anche la System


23 maggio 2022 Stefania Piscitello


SASSUOLO C’è la System in via Ghiarola a Fiorano; e poi uno scorcio di Piazza Grande e, di Sassuolo, anche l’ingresso del parco Vistarino. Sono i luoghi che vivono i giovani del liceo Formiggini, raccontati attraverso gli scatti fotografici che le classi 4AES, 4BSU, 4CSU e 5CSU hanno messo in mostra tra i corridoi della scuola.

Si chiama “Urban textures” il progetto pensato dalla professoressa di storia dell’arte Valda Spaggiari, il cui scopo è educare al bello gli studenti, portarli ad osservare con più attenzione i luoghi in cui ogni giorno passano. «L'idea – racconta Spaggiari – è nata da una mostra di Mario Peliti che ho visto a Venezia: 400 fotografie che ripercorrono un itinerario ideale della città. E allora mi è venuto in mente di fare la stessa cosa con i ragazzi».

Foto in bianco e nero, in assenza di persone e di ombre riportate quelle di Peliti, come anche quelle dei liceali. «Lo scopo era anche quello di portarli ad un utilizzo consapevole degli strumenti elettronici», continua la docente. Quello che ne è nato è una raccolta di 86 scatti, realizzati anche con gli smartphone, attraverso cui i liceali hanno cercato il bello negli elementi urbani e nella natura.

I luoghi sono quelli della provincia modenese e reggiana: e così si può riconoscere il Panorama di Sassuolo, uno scorcio di via Bassa a Formigine, il municipio di Maranello ma anche luoghi di Serramazzoni e Casalgrande. I giovani hanno cercato – e trovato – il bello anche nei luoghi più impensabili. Nicole ha fotografato la System in via Ghiarola a Fiorano: «Sabato sera ero in macchina col mio fidanzato e ho visto questo gigantesco “monumento” che faceva la sua figura, perché era completamente illuminato nel buio totale».

Veronica ha optato per una casa abbandonata su via Montanara: «Mi sono piaciute fin da subito le forme delle finestre, molto particolari. Sono cresciuta in questo quartiere e questa casa mi ha sempre affascinata».

Nello scatto di Serena c’è un sottopasso di Casalgrande: «Mi piace molto – così descrive l’immagine – il contrasto che c’è tra un muro che è decorato e pieno di graffiti e l’altro completamente vuoto e in un certo senso noioso».

Da Levizzano c’è Giada: «È una foto di casa mia – dice – questa è una scalinata che parte in giardino, c’è un po’ di umidità sul muro. Non è un punto esattamente bellissimo, però è fatta nel mio paese, che amo, e quindi ho voluto portare a scuola un po’ della mia città».l


 

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