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cronaca

Carpi. Faglioni si dà la pagella: «Fondazione promossa»


24 maggio 2022


CARPI Un totale di erogazioni che supera i 13 milioni dal 2018 al 2021, per 366 progetti, concentrati per più del 39% nel settore “Arte, cultura e ambiente”, seguita dalla macroarea “Salute pubblica e attività di rilevanza sociale” con il 30,8%, e, infine, dall’area dedicata a “Istruzione, ricerca scientifica e sviluppo locale”, con il 29,5%. Questi i numeri con cui il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Corrado Faglioni, si appresta a chiudere il mandato a Palazzo Brusati Bonasi.

Dati illustrati alla vigilia dell’elezione dei nuovi vertici che si terrà venerdì dalle 17.30 e che vede contrapporsi tre liste. In quell’occasione il Consiglio di indirizzo dovrà approvare il bilancio, eleggere tre consiglieri tra le quattro proposte pervenute e, punto fatidico, scegliere quale fra le tre liste governerà la Fondazione.

Presidente, per la sua successione c’è una sfida a tre. Se lo sarebbe mai aspettato?

«No, non pensavo che si arrivasse a questo. Sono rimasto a latere della contesa e le mie riflessioni sono molteplici, ma di carattere personale. Spero sia una sfida serena anche se tre schieramenti si stanno contrapponendo. Credo che l’interesse dei consiglieri a far bene abbia portato a una serie di valutazioni che spero confluiscano in scelte coscienziose per il nostro ente».

In che stato di salute lascia Palazzo Brusati?

«L’ente è in perfetta salute. Sono 22 i milioni di aumento patrimoniale che ci hanno permesso di affrontare oltre 13 milioni di erogazioni; il piano di investimenti è di 25 milioni di cui 13 già deliberati e in partenza. Il quadriennio è stato contrassegnato da due anni di pandemia, ma molto produttivi per le strategie che abbiamo avviato. Il futuro è dei giovani e abbiamo investito tantissimo per quanto riguarda l’università e il Parco Santacroce: progetti che hanno una vision nel futuro, ma lo sviluppo è orientato al territorio. E forte è anche l’attenzione alle attività produttive: l’iniziativa dell’università va in questa direzione. Gli investimenti sono stati proficui anche in ambito bancario, con la plusvalenza di un milione grazie all’investimento nella veneta Civibank».

Che ricordo porterà con sé di questi quattro anni?

«È stata un’esperienza gratificante, difficile, ma che lascia soddisfazione. L’unico rimpianto è aver vissuto due anni di pandemia che hanno rallentato con i programmi. E gli ingegneri non sono abituati a piani che slittano... Ma abbiamo fatto di necessità virtù con scelte coraggiose per il futuro. Oltre a Università e Parco, ricordo la Cittadella del Tempo libero di Novi con un investimento di più di 3 milioni, la riqualificazione del centro Habitat di Soliera per 600mila euro e il nuovo palazzetto dello sport di Carpi, per cui abbiamo previsto 4,6 milioni».

A proposito di territorio: si sono rasserenati i rapporti con i sindaci?

«Non ho mai avuto sentimenti di contrapposizione. Ho sempre ritenuto che indipendenza e autonomia della Fondazione siano un valore ma il dialogo non è mai mancato. Sono tranquillo di aver operato in maniera sinergica e ne verrà dato atto tra qualche anno, quando si scriveranno forse commenti diversi da quelli ora tracciati».l




 

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