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Violenza alla futura moglie Condannato a cinque anni. Ma ora sono felici insieme e hanno un figlio

Hanno avuto un figlio – concepito durante gli arresti domiciliari di lui – e si sposeranno; anche per questo la difesa aveva chiesto l’assoluzione dal reato di violenza sessuale per un ristoratore 35enne di Correggio residente a Fossoli di Carpi, accusato lo scorso anno di sequestro e violenza sessuale sulla sua ragazza, una 25enne di origine rumena.


24 maggio 2022


MODENA Hanno avuto un figlio – concepito durante gli arresti domiciliari di lui – e si sposeranno; anche per questo la difesa aveva chiesto l’assoluzione dal reato di violenza sessuale per un ristoratore 35enne di Correggio residente a Fossoli di Carpi, accusato lo scorso anno di sequestro e violenza sessuale sulla sua ragazza, una 25enne di origine rumena.

La fidanzata qualche settimana dopo la denuncia ai carabinieri aveva ritrattato: nonostante ciò, il rito abbreviato di ieri si è concluso con una condanna a cinque anni per l’imputato di violenza sessuale e lesioni personali. Ma la difesa ha intenzione di fare ricorso appello.

Tutto è iniziato a febbraio del 2021 quando i vicini di casa della coppia chiamano i carabinieri dopo avere sentito delle urla provenire dall’abitazione del 35enne; i militari arrivano sul posto trovando la ragazza con diverse tumefazioni al volto e ovviamente sotto choc. La 25enne, arrivata in caserma, racconta di avere subito – in precedenza e non in quella specifica occasione – anche violenze sessuali perpetrate dal fidanzato con cui stava da alcuni mesi. Succede il 16 febbraio 2021 e un paio di settimane dopo, il 5 marzo, lei ritratta, ritirando la denuncia. A quel punto il ristoratore torna a casa per scontare gli arresti domiciliari. Ricomincia così la convivenza tra i due che nel frattempo hanno anche un figlio mentre lui è “recluso” in casa. La coppia decide anche di sposarsi e il matrimonio è già programmato. Ecco perché la difesa aveva contestato il capo di imputazione per violenza sessuale; ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare, la dottoressa Carolina Clò, ha condannato a cinque anni il pizzaiolo. l


 

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