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Frassinoro L’ultimo saluto a padre Aldo Giannasi «Un esempio di forza e sapienza»

Frassinoro In abbazia i ricordi di don Luca, padre Gaetano e suor Liliana


24 maggio 2022


i Enea Galvani

Frassinoro L’abbazia ha accolto il funerale di padre Aldo Giannasi, morto a 86 anni nella notte tra il 4 e il 5 maggio, proprio a Frassinoro dopo una rovinosa caduta nella sua abitazione. Appartenente all’ordine dei Padri Bianchi di Charles Lavigerie ha dedicato la sua vita ai poveri e ai bisognosi, in particolare era noto per aver partecipato per più di 40 anni a spedizioni missionarie in Africa, soprattutto in Algeria e nel Mali.

La notizia della sua morte ha per questo motivo smosso i cuori non solo di Frassinoro, dell’Africa e di tutte le comunità che con lui sono state in contatto, ma di tutta la collettività sacerdotale che con il frate ha stretto un legame speciale. Nei fatti Padre Aldo non si è distinto solo per la sua grande umanità e disponibilità, ma è stato nel corso della sua vita una figura fondamentale per i seminaristi che con lui hanno imparato a interrogare i misteri della fede, che gli altri sacerdoti.

Don Luca, parroco di Frassinoro da 29 anni, lo ricorda come: “un uomo che ha sempre dimostrato una grande disponibilità nei miei confronti, in qualsiasi momento. Di lui mi resterà sempre nel cuore la sua grande preparazione e il piacere delle discussioni filosofiche e teologiche che abbiamo potuto intrattenere”.

Padre Aldo infatti godeva di una preparazione filosofica di alto profilo, certificato dalla laurea in studi filosofici ottenuta all’università Cattolica di Milano, e i suoi colleghi spesso hanno speso parole d’elogio per la sua intelligenza e sagacia.

Durante il funerale l’omelia è stata officiata da Padre Gaetano Cazzola, superiore di Padre Aldo, che ha avuto l’opportunità di condividere con l’esperienza della missione missionaria in Africa. «Padre Aldo è stato un missionario dinamico e molto affezionato all’Africa e agli africani. Anche nell’ultimo periodo di servizio, prima di entrare in pensione, ha speso tutte le sue energie per la cura dei malati e dei più bisognosi. È stato proprio questo grande amore nei loro confronti a spingerlo al limite delle sue forze e ora speriamo possa trovare riposo al fianco del Signore e che possa continuare a vegliare su di noi. Personalmente lo ringrazio per quello che mi ha dato e per quello che è stato, potendo essere da lui istruito fin da ragazzo».

Tra le ultime persone che hanno vissuto con lui c’è suor Liliana della comunità CUM di Verona che lo ha definito “una persona molto umile e disponibile. Amante della vita nonostante il dolore e il diabete. L’ho visto andare in ospedale in condizioni pessime e riuscire a trovare la forza di rialzarsi, anche quando per il dolore faticava a camminare. Un vero esempio di fede e amore per il prossimo”.l



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