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cronaca

Sanità modenese, le macerie del Coronavirus Conti in rosso e operatori stressati

Per l’Azienda Policlinico 35 milioni di buco e 223 professionisti dallo psicologo


25 maggio 2022


i Luca Gardinale

Forse si possono chiamare “macerie”, anche perché in fondo questo sono. Macerie economiche, perché la pandemia ha lasciato un segno pesante sui conti - la proiezione di disavanzo per il 2022 è di 35 milioni - ma soprattutto macerie psicologiche sugli operatori, che dopo aver passato due anni a prendersi cura degli altri oggi si ritrovano stanchi e stressati. A far luce sullo stato di salute della sanità pubblica dopo due anni di Covid è l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che ha organizzato per il 27 maggio l’evento formativo “Salute organizzativa: sfide e opportunità nel mondo sanitario che cambia”. Al centro, dunque, c’è la capacità dell’Azienda di essere efficace e produttiva, ma anche di crescere e svilupparsi, promuovendo e mantenendo un adeguato grado di benessere fisico e psicologico. «Questo evento - commenta il dottor Lorenzo Broccoli, direttore amministrativo dell’Aou di Modena - nasce dall’esperienza maturata in questi mesi di pandemia, quando le problematiche relative alla salute organizzativa sono state percepite e affrontate con le tecniche tipiche dell’emergenza. Ora ci troviamo nelle condizioni di ragionare in un’ottica di lungo periodo». Ma come stanno oggi i 5mila operatori dell’Azienda? «A partire da febbraio 2020 - spiega la dottoressa Paola Vandelli, direttore del Servizio Formazione e Ricerca - gli operatori sanitari coinvolti nella lotta al Covid si sono trovati ad affrontare una realtà inimmaginabile e sono stati costretti ad assumere decisioni complesse e difficili, con forti pressioni fisiche, ma anche emotive e psicologiche. All’imprevedibilità dello scenario si sono associate condizioni lavorative altamente stressanti dettate da tempi di lavoro prolungati, dal numero di pazienti gravi da assistere in condizioni atipiche e dall’inusuale quantità di “bad news” da comunicare ai pazienti stessi e ai familiari». Di conseguenza, da febbraio 2020 a dicembre 2021 sono stati 223 i professionisti che hanno richiesto una consulenza psicologica, con un’età media di 47 anni. Di questi, il 77% è di genere femminile, mentre il 73% dei professionisti presi in carico appartiene al comparto Sanitario e Tecnico. La sintomatologia prevalente è quella da stress (49,75%), seguita da quella ansiosa (24,63%), ansioso-depressiva (19,70%) e depressiva (5,91%).l



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