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cronaca

Bomporto. La coppia scoppia già in luna di miele Marito condannato

 Hanno cominciato a litigare già in luna di miele. E la loro storia si è conclusa, oltre che con il divorzio, con una condanna pesante per lui: quattro anni di carcere per maltrattamenti in famiglia.


27 maggio 2022 Daniele Montanari




Hanno cominciato a litigare già in luna di miele. E la loro storia si è conclusa, oltre che con il divorzio, con una condanna pesante per lui: quattro anni di carcere per maltrattamenti in famiglia.

Sul banco degli imputati un 31enne di origini pugliesi, ma residente da tempo a Bomporto, dove si era stabilito con la moglie, anche lei italiana e coetanea. Si erano conosciuti nel 2013, da 22enni, convolando a nozze subito nel 2016. Colpo di fulmine e amore appassionato, dunque.

Ma, da quanto emerso a processo, il miele si è trasformato in fiele già in viaggio di nozze. Secondo la ricostruzione dell’accusa, lui mentre erano sulla nave da crociera ha cominciato a fare scene di gelosia a lei, accusandola in sostanza di avere una storia con il cameriere addetto al servizio nella loro cabina. Cosa che lei ha negato, ma qui è scoppiata comunque la prima lite. E pare non solo sul lato verbale, ma è stato impossibile accertare eventuali percosse.

Finita la crociera, le acque si sono un po’ acquietate, ma non per molto. Lui in sostanza ha continuato a farle scenate di gelosia quando la vedeva in compagnia di altri uomini. E non ha contribuito più di tanto al rasserenamento la nascita del loro figlio, nel 2017. Con l’avanzare degli anni il rapporto si è sempre più deteriorato, finché lei non ha preso la dolorosa decisione di denunciarlo per maltrattamenti appunto.

Ai carabinieri ha parlato di continui litigi e anche di percosse, al punto da portarla a chiedere aiuto al Centro di salute mentale. Come tante donne fanno, purtroppo, per molto tempo ha pensato che ci fosse in lei qualcosa da cambiare, non in lui, perdonandogli sempre alla fine perché lo amava. Ma poi quando ad agosto 2020 ha denunciato un’aggressione ai suoi danni con tanto di calci al torace tali da procurarle due costole incrinate, è stato il punto di non ritorno: a dicembre 2020 si sono separati, poi dalla denuncia è partito il processo.

Lunedì la sentenza: il Collegio dei giudici (Mazza, Mutti e Perrone) ha inflitto al 31enne 4 anni di carcere, a fronte anche di un paio di condanne precedenti. La difesa, rappresentata dall’avvocato, Athanassios Miras, annuncia già appello: «I litigi ci sono stati – nota – ma anche da processo non sono mai emerse testimonianze dirette di violenze fisiche: è una condanna pesantissima su una vicenda dolorosa ma che a nostro giudizio non è mai arrivata alle percosse».l


 

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