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cronaca

Nel Guerro a Castelvetro c’è un “cimitero” di auto


27 maggio 2022 Mattia Vernelli


Castelvetro «Ho pensato che fosse un’auto incidentata ai margini della strada, sono subito corsa a vedere. Credevo ci fossero delle persone da soccorrere».

Si è fermata di soppiatto Rosanna Giannelli, spaventata, alla vista di un indecifrabile cumulo di materiali plastici sulle rive del torrente Guerro lungo via San Polo. Siamo all’altezza del così detto “Ponte del Duce”, qualche centinaia di metri dopo l’agriturismo che prende il medesimo nome della via, procedendo verso Levizzano. Camminando in quella zona è inevitabile non incappare nella montagna di pezzi di auto accatastati uno sopra all'altro sul margine della strada.

Rosanna è una cittadina di Castelvetro, che passava di lì martedì per caso. «Non credevo ai miei occhi… mi sono fermata – racconta lei – davvero non riuscivo a capire cosa fosse. Ho accostato la macchina per capire se ci fosse qualcuno in difficoltà, sembrava un’auto distrutta. Poi, per fortuna, mi sono accorta che non era nulla di ciò. Avevo intenzione di chiamare i carabinieri, è una vera schifezza, serve più rispetto per l’ambiente».

Pedane, fanali, interni di plastica, un cambio, un motore, pedali, uno sterzo, frammenti di un tettuccio, pezzi di vetro sparsi. Un vero e proprio cimitero delle auto. Ma non il classico “cimitero”: qui i mezzi si presentano minuziosamente smontati. Difficile ricomporre il puzzle e capire se siano più macchine o una sola.

A primo impatto, effettivamente, la zona sembra quella che segue la scena di un incidente, sembra descrivere davvero un violento impatto o un’esplosione: è più che legittimo dubitare che le macerie non nascondano una persona ferita. Fortunatamente nulla di tutto ciò, ma “solo”, si fa assolutamente per dire, un esempio di civiltà fuori misura, un area verde trattata come discarica a cielo aperto, vicino oltretutto allo scorrimento di un torrente, con il pericolo che i pezzi cadano nel letto del fiume e che vengano trasportati proprio nel centro del paese.

Sui social la pubblicazione delle immagini da parte di Rosanna ha riscosso l’attenzione di tanti cittadini sbigottiti per la situazione, desiderosi di capire chi può aver commesso un gesto simile, e soprattutto invocando un intervento da parte della autorità competenti perché la catasta genera un violento impatto visivo oltre che ambientale. La via, infatti, è una delle più percorse da ciclisti e pedoni che arrivano anche da fuori paese, specie nel weekend, per godersi i paesaggi disegnati dai colli levizzanesi.

Così, qualcuno suggerisce di chiamare alla svelta il numero del Rifiutologo, il dispositivo digitale di Hera per la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata: «Sono molto veloci, puliscono subito», e altri non risparmiano commenti per «un degrado inaudito, un comportamento davvero inaccettabile, bisognerebbe sorvegliare di più quelle zone», si legge.

Resta da capire se le forze dell’ordine siano informate sulla situazione per poter eventualmente avviare indagini che facciano risalire ai proprietari dell’auto, attraverso informazioni che si possano trarre dai diversi pezzi.l


 

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