modena
cronaca

Sassuolo. Eredità bloccata per 5 anni senza motivo

Il 65enne fu colpito nel 2017 da una misura antimafia. Ma ora è stato assolto


28 maggio 2022


SASSUOLO Per cinque anni si è visto bloccata l’eredità del padre e per un anno tutti i movimenti del conto corrente, al punto da fargli rischiare il tracollo della sua impresa agricola. E tutto questo l’ha patito per nulla, perché il tribunale ha sentenziato che l’accusa che gli era stata mossa era infondata. Ha tirato un bel sospiro di sollievo il 65enne sassolese che giovedì mattina in tribunale a Modena ha sentito il giudice Scarpa dichiarare che “il fatto non sussiste”. L’accusa era pesante, riguardando la legge antimafia 646 del 1982.

Questa la genesi: nel 2007 l’uomo, ex addetto Hera, fu condannato per concorso in traffico organizzato di rifiuti (ma a una pena di un anno e 10 mesi, sospesa) per il ruolo (minore in realtà) avuto nella vicenda della discarica di via Caruso, a Modena, che condusse a diversi arresti. Il traffico di rifiuti però è un reato “spia” tra quelli oggetto di particolari misure antimafia. E tra queste contromisure c’è l’obbligo di segnalare alla polizia giudiziaria movimenti superiori ai 10mila euro sui propri conti correnti per un arco di dieci anni dalla condanna. È successo che nel 2017 gli è morto il padre, che gli ha lasciato un’eredità di 40mila euro circa. Lui ha regolarmente segnalato la somma all’Agenzia delle Entrate, ma non alla polizia giudiziaria, perché non lo sapeva. Peraltro, mancava pochissimo alla scadenza dei dieci anni.

Ma ce n’è stato abbastanza per far scattare il blocco dei conti, che ha mandato in crisi l’azienda agricola con cui si era rifatto una vita, non avendo potuto lavorare per un anno. Contro di lui, una sentenza delle sezioni unite di Cassazione che nel 2019 ha sancito la retroattività della misura.

Compito dunque tutto in salita per il suo avvocato, Fabrizio Canuri, ma riuscito: ce l’ha fatta a dimostrare la buona fede dell’uomo, e il fatto che la sua condanna nulla aveva a che vedere con la mafia. Da qui l’assoluzione, e il dissequestro dei conti. «Siamo particolarmente soddisfatti – nota il legale – con un parere di quel tipo della Cassazione, non era affatto semplice uscirne». l

D.M.
 

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