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cronaca

Modena al Motor Valley Fest Il battilastra incanta i turisti al Mef

L’evento Ultimo giorno per il Motor Valley


29 maggio 2022


i Giovanni Medici

È una collezione unica, nata sotto il martello dei battilastra che lavoravano alla carrozzeria Scaglietti. E potrà essere veduta alla chiesa di S. Carlo, da fine agosto a metà settembre, grazie alla mostra “Gli scultori della velocità”. Ieri al Museo Casa Natale Enzo Ferrari uno di questi maestri, Afro Gibellini, ha dato dimostrazione ai visitatori di questo luogo di culto per gli appassionati del Cavallino di come si costruivano le vetture che oggi tutti ammiriamo e che hanno raggiunto quotazioni da capogiro. Gibellini, 86 anni, ha lavorato alla Scaglietti dal 1955 al 1990. Da sette anni assieme ad alcuni colleghi sta riproducendo con le stesse attrezzature e le stesse tecniche usate in origine le più importanti Ferrari d’epoca. Ieri al Mef ad esempio c’era una Testa Rossa, sia in “filone” (la base in fil di ferro su cui realizzare la carrozzeria in alluminio) che sotto forma di scocca. E c’erano i martelli, i sacchetti di sabbia, le mazzette che venivano usati all’epoca. Un “mascherone” in legno è invece esposto nella sala principale del Museo.

«Questo me lo regalò il nostro capo, poco prima di morire. Era il martello con cui modellava la 250 GTO». Afro Gibellini tira fuori da una cassetta un semplice utensile visibilmente figlio del suo tempo e lo mostra a due turisti australiani allibiti. Con questo Giancarlo Guerra, il più bravo dei battilastra di Scaglietti, morto poco più di un anno fa, ha “scolpito” la più iconica delle Ferrari, la vettura che ha spuntato in sede d’asta il prezzo più alto di sempre. E le tre automobili più costose vendute al mondo sono state tutte opera dei Maestri Carrozzieri modenesi. La collezione Modenart per ora conta 18 esemplari, tra cui le tre P4 che arrivarono in parata alla 24 Ore di Daytona nel 1967, realizzati da Gibellini usando lo stesso strumento con cui un genio come Michelangelo scolpì il suo Davide. La mostra alla chiesa di S. Carlo, ad ingresso gratuito, rappresenterà la seconda edizione di un evento già andato in scena nel 2019 e che ebbe in dieci giorni circa 15mila visitatori. Le opere realizzate oggi e identiche a quelle nate nell’epoca d’oro delle carrozzerie modenesi, dalla metà agli anni Cinquanta alla fine degli anni Sessanta, non sono in vendita visto che Modenart è un’operazione culturale. Gli scultori della velocità ne proporrà otto, tra cui le Gto 1962 e 1964, la 500 Mondial, la 250 Gt Nembo spider e la Cobra Daytona realizzata per gli americani. «Le macchine che sono in mostra qui al Mef sono bellissime – ha spiegato ieri Gibellini – guardate la Le Mans, la Daytona, la Tour de France vicino all’ingresso: molte di queste le abbiamo fatte noi alla Scaglietti, magari proprio io, con queste mani e questi martelli». Intanto oggi pomeriggio gran finale del Motor Valley Fest con l’arrivo delle auto partecipanti al Concours d’elegance Trofeo Salvarola Terme e al Cavallino Classic Modena.l



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