modena
cronaca

Bonus 110 e scelte Piccoli proprietari: «Noi non ascoltati»

L’associazione spiega i problemi


23 giugno 2022


i Giorgio Guandalini*

Dopo l’inchiesta sul Bonus 110 delle scorse settimane, ho ricevuto numerosi messaggi sia da parte di alcuni istituti bancari del territorio, sia , soprattutto, dei piccoli proprietari. Questi ultimi, in particolare, lamentano il fatto di essere stati dapprima attratti dal canto delle sirene di una norma che sembrava la panacea di tanti mali ma poi si sono ritrovati a dovere combattere con un groviglio di norme non sempre chiare. Francesco Lamandini, Presidente di Asppi per Modena e Provincia, ci fa giungere la voce dei piccoli proprietari di immobili : «L’esperienza che in Asppi abbiamo maturato in questi ultimi 24 mesi, in particolare sul super bonus al 110%, sul bonus facciate al 90% e sulla relativa cessione del credito o sconto in fattura, è stata particolarmente illuminante. 110 norma positiva ma nato velocemente che ha generato confusione e problemi, fino alla recente “sconfessione ufficiale” del Presidente Mario Draghi. Tra gli addetti ai lavori fin da subito erano emersi dei dubbi che sono passati sotto silenzio».

Riassumendo per sommi capi I punti chiave lamentati dal presidente e che sono emersi in questi mesi di lavoro al fianco degli assistiti sono : 1) una durata troppo breve per i due bonus in piena pandemia e con l’Italia bloccata: in particolare per i condominii per i quali si doveva prevedere una durata del provvedimento da subito di almeno 4-5 anni. 2) Non aver unificato o coordinato il bonus facciate con il super bonus, il primo con pochissimi controlli mentre il secondo con controlli decisamente più alti 3) Non aver previsto un limite e dei controlli sulla cessione del credito, senza aver da subito coinvolto il mondo bancario sul meccanismo della cessione. 4) L’indecisione del legislatore resa palese dai numerosi interventi legislativi che si sono succeduti in pochi mesi per correggere o modificare il provvedimento in corso d’opera.

Il colloquio con Lamandini, che peraltro ha avuto una lunga esperienza nelle amministrazioni locali, è continuato, affrontando il problema molto grave in Modena e provincia: un settore edilizio in ridimensionamento da oltre 10 anni, con poche imprese edili strutturate. Questo, unito alla mancanza dei materiali, alla crescita esponenziale dei prezzi e dei servizi ha portato a un azzeramento della concorrenza a favore delle grandi imprese e allo stesso tempo la nascita di ditte improvvisate. Un cocktail micidiale.

Per l’Associazione “il condominio deve rimanere obiettivo centrale del provvedimento, si deve legare la norma di più al miglioramento anti sismico e a quello energetico (quest’ultimo oggi preponderante), si deve permettere la concorrenza, guardare maggiormente all’importanza dei tecnici e degli amministratori di condominio che hanno un ruolo rilevante per la definizione delle pratiche”.

*dottore commercialista

revisore contabile

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