Elicottero precipitato L’esame del Dna per identificare le sette vittime
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Reggio Emilia È stata un’altra giornata di sopralluoghi sul disastro, con un continuo via e vai di elicotteri. Un copione che si ripeterà oggi.
Nell’immediatezza del rinvenimento la Procura di Modena, che aveva aperto un fascicolo perché si pensava che il velivolo fosse precipitato in quel territorio, ha passato la palla alla Procura di Reggio. Sabato pomeriggio il pm Marco Marano si è recato sul posto: arrivato in elicottero a Villa Minozzo, il pm è stato accompagnato in auto al passo di Lama Lite, nel crepaccio del rio affluente del Dolo situato tra i due rifugi Battisti e Segheria, accompagnato dai militari del Sagf (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza) al quale è stato affidato il compito di polizia giudiziaria.
Il pm Marano ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, con due ipotesi di reato: omicidio colposo e disastro colposo. Parallelamente, come avviene di prassi quando si verificano incidenti nei cieli, viene condotta un’indagine dall’Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo); si tratta di un’inchiesta amministrativa, finalizzata a comprendere se qualcosa non ha funzionato nei radar e nei sistemi di localizzazione ed eventualmente correggere il tiro. Ieri si è svolto il sopralluogo da parte di un ispettore dell’Ansv. Il tecnico si è imbarcato all’elisuperficie di Abetone Cutigliano (Pistoia) su un elicottero AB 412 HP “Volpe 215” della sezione aerea di Pisa. Con lui il comandante della stazione Sagf Abetone Cutigliano e altri due militari del medesimo reparto del corpo.
Sul posto l’ispettore ha trovato ad attenderlo quattro operatori del Saer, il Soccorso alpino Emilia-Romagna, guidati dal caposquadra Luca Pezzi, un veterano della stazione Monte Cusna. «Abbiamo calato l’ispettore con tecniche alpinistiche: è stato imbragato per farlo scendere in sicurezza nel dirupo». Oltre a questa ispezione via terra, durata dalle 9 alle 13, è stata eseguita una ricognizione aerea tramite il drone della polizia provinciale, anch’essa presente sul posto insieme a carabinieri e finanzieri.
Oggi si ripeterà l’ispezione, questa volta con il consulente tecnico nominato dal pm per l’inchiesta penale.
Martedì i sopralluoghi e gli accertamenti tecnici irripetibili – fondamentali per stabilire le cause dell’accaduto – dovrebbero essere conclusi; il condizionale è d’obbligo perché potrebbero essere possibili ulteriori approfondimenti. A quel punto potrà iniziare la rimozione dei resti dell’elicottero: anche questa sarà un’operazione lunga, che necessiterà di diversi giorni.
«Speriamo che questa previsione sia rispettata – ha commentato il colonnello della Guardia di Finanza di Reggio Filippo Ivan Bixio –. Dal momento della scoperta l’area è stata chiusa e sorvegliata, a turno dalle forze dell’ordine, giorno e notte: un impegno gravoso, la situazione delle forze in campo è critica per via delle elezioni in corso».
Se la fase del soccorso si è conclusa con la rimozione dei sette corpi, dall’altra parte ci sono famiglie in ansia che si sono recate a Modena nella speranza di riavere le salme dei loro congiunti; tra loro i genitori del pilota, che da venerdì erano accorsi al campo base modenese. Ma i tempi per il nulla osta si preannunciano non brevi: sui corpi carbonizzati, ora all’Istituto di Medicina Legale di Modena, dovrà essere eseguita un’autopsia particolare. Ai familiari sarà precluso pure il rito del riconoscimento: l’identificazione avverrà tramite il Dna. l
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