I cinque quesiti del referendum fanno flop anche in provincia di Modena. L'80% diserta le urne
Alle 19 affluenza media crollata al 14,25%. Alle 23 si ferma al 19,95% Montese fanalino di coda
Le premesse di un referendum con una scarsissima partecipazione al voto c’erano tutte, e la prova dei fatti non ha smentito le ipotesi. Il dato delle 19 è valso a cartina al tornasole di una giornata che non ha visto neanche a Modena nessuna corsa ai seggi per esprimere la propria opinione sui quesiti per la giustizia.
Alle 23 il dato si è fermato sotto il 20% a 19,95%.
A livello nazionale a quell’ora la media partecipativa era al 14,5%. La provincia modenese si mostrava in questo perfettamente allineata, facendo registrare un’affluenza media tra tutti 47 comuni del 14,25%. Lo specchio perfetto dunque di un disamore generale per questa consultazione che fin dal principio era apparsa a forte connotazione tecnica, chiedendo al popolo di esprimersi su temi che secondo molti devono essere invece oggetto di specifica valutazione parlamentare.
Il primo quesito chiedeva l’abrogazione della legge Severino, secondo la quale i condannati in via definitiva con pena superiore ai due anni non possano candidarsi alle politiche. Nella Severino è prevista anche la sospensione di governatori, sindaci e consiglieri dopo la condanna di primo grado. Il secondo quesito proponeva di cancellare la reiterazione del reato come motivazione utilizzata dai giudici per disporre la custodia cautelare. In sostanza chiedeva di evitare il carcere preventivo o gli arresti domiciliari prima della sentenza, eccezion fatta per quegli illeciti che prevedono l’uso della violenza, delle armi, oppure legati a criminalità organizzata ed eversione.
Il terzo quesito, chiedeva al cittadino se era favorevole alla separazione delle carriere. Ovvero il fatto che ad inizio carriera un magistrato debba decidere se essere un pubblico ministero o un giudice, senza possibilità, in futuro, di cambiare la propria scelta. Nel quarto quesito si votava per concedere o meno il diritto di valutare i magistrati ai cosiddetti “membri laici”, ossia avvocati e professori universitari non legati a correnti giudiziarie politiche. Nel quinto e ultimo quesito la richiesta di eliminazione della raccolta di almeno 25 firme all’interno del Consiglio superiore della magistratura per fare in modo che sia valida la candidatura di un magistrato, così da limitare il peso delle correnti,
Quesiti molto specifici, dunque, che non hanno appassionato per nulla neanche i modenesi. Alla rilevazione delle 19, il comune in cui si registrava un’affluenza maggiore era quello di Bomporto, con un dato del 31,61% di affluenza. Più del doppio della media provinciale dunque, ma perché al traino della consultazione comunale, che infatti ha portato a registrare a sua volta un 32,81% di partecipazione. C’è stato anzi uno scarto di più di un punto percentuale dovuto al fatto che un numero significativo di persone, nonostante il fatto di trovarsi al seggio, ha rifiutato le schede referendarie votando solo per il proprio sindaco. Stessa dinamica sostanzialmente begli altri due comuni al voto anche per la scelta del primo cittadino: a Castelnuovo, sempre alle 19, si è registrato un 28,60% mentre a Novi un 31,01%. Anche qui dato doppio rispetto alla media provinciale solo perché qui si sceglieva anche il sindaco.
Tutti gli altri comuni si sono aggirati tra il 10 e il 14%. Per tutta la giornata, fino alle 19, l’affluenza più bassa si è registrata a Montese, che a mezzogiorno restituiva un 5,05% e alle 19 un 10.46%.l
D.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
