Modena. Via Panni, altro no al sottopasso: «Opera inutile, piuttosto la filovia»
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MODENA È un anno ormai che tiene banco la questione del sottopasso di via Panni per il superamento del passaggio a livello. Opera molto discussa fin dall’inizio, soprattutto alla luce del fatto che 200 metri a più a sud c’è già un sottopasso ferroviario, in Stradello San Giuliano, via parallela su cui da un decennio ormai c’è un progetto incompiuto di farne una sorta di asse di sfogo del traffico di via Panni. Sono state fatte molte considerazioni, ma il gruppo di residenti contrario al nuovo sottopasso è netto nel ribadire le ragioni del suo no: «Ad oggi – sottolinea Sauro Colombini – possiamo ragionevolmente affermare che le ragioni e le motivazioni che avrebbero eventualmente spinto gli amministratori locali ad avanzare la richiesta del sottopasso hanno perso valore, non hanno più consistenza. Sono superate. Emerge con chiarezza l’assoluta inutilità di un sottopasso in via Panni».
È lui stesso a fare il punto degli sviluppi: «La sera del 27 ottobre 2021 all’incontro al Parco Amendola avevamo appreso che erano state recepite dal Comune le richieste avanzate nel precedente incontro del 13 luglio; che il sindaco aveva sbloccato il progetto già approvato, ma ancora fermo ormai da 10 anni, per collegare Stradello S.Giuliano alla via Giardini trovando l’accordo con la parrocchia di Saliceta S.Giuliano.
Che era stato definito un utile percorso pedonale fra la chiesa di Saliceta S.Giuliano e quella di S.Rita; che in via Panni si sarebbero installati appositi dossi per rallentare il traffico in corrispondenza dei passaggi pedonali e delle intersezioni viarie. Che quindi i problemi del traffico veicolare in via Panni si sarebbero automaticamente risolti con il prolungamento di Stradello S.Giuliano e l’apertura su via Giardini. In queste sedi è stato ampiamente chiarito e recepito che il passaggio a livello di via Panni non provoca alcun rallentamento al traffico veicolare nelle ore di punta (è innegabile che alle 8 di mattina le macchine in via Panni siano ferme anche con le sbarre aperte).
Però, nonostante tutto questo, è rimasta l’incomprensibile intenzione del Comune di costruire un sottopasso».
Il 3 maggio, sempre al Parco Amendola, si è svolto un nuovo faccia a faccia: «Di fronte alle concrete argomentazioni della platea – continua Colombini – gli amministratori comunali alla fine si sono trincerati dietro questa affermazione: “È un’opera voluta dalla Regione, che oltretutto la finanzia completamente. Se rinunciamo all’opera non avremo neppure i soldi della Regione”». La frase ha lasciato perplessi i residenti: «Non è che la Regione si sveglia una mattina e così, damblè, decide di realizzare un sottopasso a Modena in via Panni – nota Colombini – verosimilmente ci saranno state segnalazioni/richieste da parte degli amministratori locali».
Tra le argomentazioni del Comune, quella che il nuovo sistema di controllo marcia treno (Scmt) allunga i tempi di chiusura del passaggio a livello sopra i 5 minuti. Da qui l’esigenza di risolvere il problema col sottopasso. «Ma a Modena ci sono 13 passaggi a livello che si chiudono con lo Scmt, non uno – osserva Colombini – è impensabile che si possa risolvere il disagio con un solo sottopasso».
«Se davvero è la Regione ad esigere il sottopasso, lo chiameremo “Sottopasso della Regione” – puntualizza provocatoriamente – e resterà a imperitura memoria di assai discutibile impiego di denaro pubblico, dai 5 agli 8 milioni di euro. Perché si tratta di una struttura completamente inutile, che non migliorerà ma anzi peggiorerà la vivibilità della zona, incidendo pesantemente sui parcheggi del Parco Amendola: verosimilmente degli attuali circa 90 posti auto ne rimarrebbero poco più di 20, forse 30». La proposta è quella di usare i soldi per un progetto alternativo green: «Una filovia leggera, ormai analizzata da tempo ed avvalorata da numerosi studi condotti per conto dello stesso Comune di Modena. Sfruttando lo stesso percorso e la linea elettrica esistente. Mezzi silenziosi. Niente sottopassi, niente sbarre».
Intanto il Comune apre all’ennesimo confronto con i residenti: il nuovo faccia a faccia dovrebbe tenersi attorno al 20 giugno. In quell’occasione dovrebbe essere illustrata anche la tempistica relativa ai lavori. l
D.M.
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