modena
cronaca

Modena. Prevenire gli abusi sui minori Oltre 4mila i colloqui in consultorio

Presentato il primo anno di attività del progetto “Dalla parte degli ultimi”


22 giugno 2022


i Paola Ducci

“Dalla parte degli ultimi” è un progetto territoriale dedicato alla prevenzione ed al contrasto degli abusi sui minori nei contesti educativi promosso da quattro Fondazioni di origine bancaria (Modena, Carpi, Vignola e Mirandola) insieme alla Diocesi, che giunge al suo primo anno di attività.

Le Fondazioni hanno individuato nel “Servizio interdiocesano per la tutela dei minori” un soggetto, di cui sono parte attiva i “Centri di consulenza e ascolto per la famiglia delle Diocesi di Modena e Carpi”, in grado di attivare un progetto di sistema che mettesse a frutto competenze, esperienza e presenza di reti, ramificate e durevoli, da realizzarsi nelle molte realtà educative della provincia.

«Abbiamo portato avanti un piano capillare di incontri formativi a vari livelli – spiega don Maurizio Trevisan, responsabile del Servizio interdiocesano di prevenzione ascolto e tutela dei minori e direttore del Centro di consulenza per la famiglia di Modena – questo con educatori, insegnanti, operatori sociali che hanno coinvolto un migliaio di persone. L'attività si è sviluppata in sinergia con i centri di ascolto dei consultori di Modena e Carpi, sensibilizzati sul tema, con presa in carico di circa 800 utenti per un totale di 4500 colloqui».

Il progetto si è realizzato prevenendo, accogliendo e prendendosi carico delle richieste di aiuto che hanno toccato l’ambito degli abusi sui minori e delle persone più vulnerabili: abuso di potere, fisico e psicologico, che implica un esercizio patologico del potere volto a trarre vantaggio, soddisfazione e piacere creando relazioni tossiche che si insinuano in modo seduttivo e manipolatorio nella vita dei minori e delle persone più vulnerabili.

Incontri tematici, sportelli d’ascolto, gruppi di lavoro, attivazione di spazi di consulenza strutturati e stabili, attraverso un servizio di ascolto specifico per persone, coppie, genitori e comunità, sono stati gli strumenti attivati. L’iniziativa era nata nel pieno dell’emergenza pandemica. Nel suo primo anno, il progetto ha permesso di implementare un’equipe multidisciplinare (tre psicologi-psicoterapeuti, due pedagogiste, una psichiatra, un canonista, un giurista, un esperto della comunicazione e un moralista). Un ringraziamento è stato espresso dall’arcivescovo Castellucci:

«Stiamo affrontando un problema culturale che richiede un cambio di mentalità: considerare l'altro, il minore o la persona vulnerabile, come dono da rispettare e non come preda».

«Obiettivo del prossimo anno – ha concluso Don Trevisan- è estendere le collaborazioni con enti e istituzioni del territorio come l'Università, la Procura, l'Ausl oltre a continuare ed implementare l'azione formativa e informativa».l



Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.