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Siccità, stato di crisi regionale in Emilia Romagna. In arrivo ordinanze anti spreco d'acqua

La decisione della cabina di regia per l’emergenza idrica convocata con urgenza Anche in provincia le portate sono ai minimi storici: spento l’impianto di Mirandola


22 giugno 2022 Manuel Marinelli


BOLOGNA Per rispondere alle criticità idriche di questi ultimi giorni caratterizzati da temperature record e gran secco, il governatore Stefano Bonaccini ha firmato ieri sera il decreto che dichiara l’emergenza regionale. E si procederà anche con la richiesta di emergenza nazionale. Una situazione inevitabile, e che consentirà di mettere in campo una strategia per garantire una sinergia territoriale quanto mai necessaria. L’osservato speciale, come dichiarato anche dall’assessore all’Ambiente Irene Priolo, è il fiume Po, in sofferenza ormai da giorni. Le ultime rilevazioni parlano di numeri allarmanti: la portata registrata il 20 giugno era di 180 metri cubi contro gli oltre 550 dell’anno scorso. Dati preoccupanti, che interessano soprattutto le province di Ferrara, Ravenna, Piacenza e Parma. Per ora l’uso domestico non presenta ancora particolari criticità.



È, infatti, il settore agricolo a spaventare. E non poco. «La priorità dei prossimi giorni - afferma Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura - è ovviamente la salvaguardia delle produzioni agricole sia dal punto di vista economico che da quello della sicurezza alimentare in un momento così delicato. L’emergenza nazionale sarà fondamentale per introdurre contromisure efficaci e mirate, possibili solo grazie a una sinergia di tutte le regioni padane, che sono, chi più chi meno, tutte sulla stessa barca. Servono le risorse per investire in infrastrutture idriche e costruire invasi per conservare l’acqua quando è disponibile, per poterla poi utilizzare nei periodi siccitosi: questo tema è una priorità nazionale per il mondo agricolo e la popolazione civile.

La Regione - aggiunge l’assessore - ha messo a bando 7 milioni di euro per invasi aziendali, ma occorrono anche invasi territoriali per aumentare sensibilmente la capacità di stoccaggio, utilizzando al meglio anche le importanti risorse del Pnrr che sono già disponibili. Sono in corso lavori per infrastrutture idriche per 250 milioni di euro, e arriveranno oltre 350 milioni dal Pnrr. Serve un’accelerazione dal punto di vista della semplificazione amministrativa per realizzare queste opere».

Anche nel Modenese non mancano le criticità, ovviamente specie sul fronte agricolo. Le portate sono ai minimi storici, con un calo stimato in circa l’80% che si farà sentire anche a Modena e provincia. Come sottolineato anche dal presidente del Consorzio della Bonifica Burana: «Procederemo ad alternare i giorni di prelievo e distribuzione dell’acqua secondo una turnazione degli invasi idrici evitando così di aggravare ulteriormente la situazione del fiume Po». E tra questi è compreso anche l’impianto pluvirriguo del Concordia Sud a San Giacomo Roncole di Mirandola, che rimarrà spento fino a giovedì 23. «La Regione procederà quindi con la richiesta dello stato d’emergenza nazionale - spiega l’assessore Priolo - finalizzata ad ottenere risorse per l’assistenza alla popolazione e per interventi urgenti. Sono due, a livello di protezione civile, da garantire: la salvaguardia della riserva idropotabile e la protezione dell’habitat naturalistico, in particolare quello della fauna ittica. La situazione è molto complessa - sottolinea - ma al momento non a livello tale da mettere in discussione l’approvvigionamento idropotabile. Voglio ricordare - prosegue - che sono già stati messi in atto accorgimenti importanti, che ci hanno permesso di accumulare acqua. Ad esempio, la sospensione dei prelievi dalle concessioni dove ci sono criticità severe». l


 

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