modena
cronaca

Carpi, svuota i conti della zia 90enne per centinaia di migliaia di euro

Un carpigiano è accusato di aver carpito la fiducia dell’anziana e di aver compiuto più operazioni bancarie per somme elevate


23 giugno 2022 Serena Arbizzi


CARPI. Ha carpito la fiducia dell’anziana zia svuotandole il conto corrente per centinaia di migliaia di euro. Ora deve affrontare un processo, che potrebbe arrivare a conclusione a settembre, per circonvenzione di incapace.

Il pubblico ministero Lucia De Santis ha chiesto la pena di tre anni e sei mesi a carico di un sessantenne carpigiano finito nei guai con l’accusa di avere raggirato la zia novantenne.

La difesa, da parte sua, ha chiesto l’assoluzione per l’imputato e il giudice, dottoressa Chiara Mutti, ha rinviato al 28 settembre per le repliche.

Il fascicolo relativo al caso è piuttosto corposo: negli anni si sono susseguite più vicende e si sono avvicendati più episodi.

Il nipote amministrava i beni dell’anziana zia: a un certo punto è stato chiaro l’ammanco consistente di denaro. La giustificazione addotta dall’imputato si basa sul fatto che l’anziana zia, ora deceduta, lo considerava il nipote prediletto e, secondo la sua versione, gli avrebbe dato il via libera per compiere quelle operazioni di cui è rimasta traccia sui conti correnti.

Come detto, tali movimenti ammontano a centinaia di migliaia di euro, in particolare 500mila euro. L’uomo ha dichiarato che si trattava di somme spese per la badante, oppure per fare la spesa. Un racconto che non ha convinto gli altri parenti che hanno voluto andare a fondo per chiarire tutti i contorni della questione che presentava diversi punti che richiedevano delucidazioni.

I raggiri a danno dell’anziana sono iniziati nel 2009, secondo l’accusa, ma gli altri parenti lo hanno saputo nel 2013, dall’anziana che un pomeriggio confidò come il sessantenne avesse preso i gioielli dalla cassetta di sicurezza in banca. E le avrebbe raccontato che su un deposito avrebbe pagato una tassa molto elevata. Una versione dopo la quale gli altri parenti dell’anziana donna hanno voluto vederci chiaro, a sua tutela.

Nel corso del procedimento aperto, poi, il nipote, aveva fatto un’offerta di 80mila euro con cui l’amministratore di sostegno avrebbe dovuto saldare i debiti dell’anziana, provata, oltre che dall’età avanzata, dalla situazione. La situazione, volta dopo volta, è diventata paradossale. Oltre alle somme prelevate dal conto corrente, l’anziana si è trovata i pagamenti mai eseguiti di affitti e bollette e oggi è carica di debiti.

Si vedrà, dunque, durante l’udienza prevista in calendario per settembre se ci saranno repliche dalle parti o se ci saranno colpi di scena nel caso.

Da anni i parenti della donna aspettano che venga fatta giustizia per l’anziana donna, gravata dai debiti e dal peso di questa situazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.