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Incubo caldo, a Modena il 118 è pronto

«Rispetto al 2019 abbiamo notato un incremento degli accessi al pronto soccorso». L’Ausl ricorda come evitare malori dovuti alle alte temperature


23 giugno 2022 S.P.


MODENA. Col caldo torrido e l’aumento delle temperature, aumenta anche il rischio di malori legati all’afa.

Colpi di calore e quelli di sole – c’è una differenza ben precisa – : l’Ausl di Modena stila un decalogo di comportamenti corretti da seguire per non rimanerne “vittime”.

«Il numero degli accessi al pronto soccorso è in incremento, – spiega Geminiano Bandiera, direttore dipartimento emergenza urgenza – abbiamo notato un leggero aumento rispetto al 2019 , ci aggiriamo su circa il 5 per cento in più». Il dato si riferisce a tutta la provincia, e occorre sottolineare che questa tendenza era già evidente anche gli anni scorsi.

Prendendo come punto di riferimento il periodo che va da gennaio a maggio, nel 2019 gli accessi ai pronto soccorso della provincia sono stati circa 75.815; quest’anno invece 80.483.

Nonostante le alte temperature di questi giorni, il servizio di emergenza urgenza continua a lavorare con un ritmo in linea con il passato: la media è di circa 200 interventi nelle 24 ore su tutto il territorio provinciale.

Con l’aumento delle temperature e il caldo torrido, diventa comunque importante alzare l’attenzione sui rischi che rendono più vulnerabile un’ampia fascia della popolazione rispetto alla possibilità di patologie legate al calore. Certo, negli ultimi giorni gli interventi del 118 legati al caldo sono aumentati leggermente, ma non vi è stato un incremento importante.

Quali sono i consigli degli esperti? «Sempre quelli di buon senso – dice Bandiera – certamente, in particolare le persone anziani e fragili, dovrebbero evitare l’esposizione al caldo e alla luce diretta nei momenti più caldi e critici, bere molto, mangiare molta frutta e soprattutto cercare di tenere conto delle condizioni climatiche nelle quali si sta operando».

A tal proposito, l’Ausl raccomanda anche particolare attenzione a chi svolge lavori all’aria aperta, sotto il sole cocente. «Le ondate di calore – dice Davide Ferrari, direttore del dipartimento di sanità pubblica – determinano dei rischi per la salute, per tutta la popolazione, ma in particolare per i soggetti che sono costretti a lavorare all’aperto, pensiamo all’edilizia e all’agricoltura. A questo riguardo ci sono obblighi che riguardano il datore che deve tutelare i lavoratori».

Come riconoscere un colpo di sole? Un improvviso malessere generale, che si può associare a sintomi neurologici più o meno gravi e, nei casi più estremi, portare al coma.

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