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cronaca

San Felice Truffa da 1,6 milioni sul sisma Indagato un imprenditore

 Ha retrodatato un contratto di affitto per ottenere i contributi


23 giugno 2022


San Felice Tre indagati per una truffa da 1,6 milioni di euro in materia di contributo post terremoto.

Secondo la Guardia di Finanza di Bologna è un imprenditore sanfeliciano classe 1949 ad aver intascato l’ingente somma per uno stabile che si trova in un appezzamento terriero di sua proprietà in provincia di Bologna, nello specifico nel territorio comunale di Crevalcore.

L’uomo è ritenuto dai militari il responsabile della truffa e di aver percepito senza alcun diritto contributi post terremoto, stanziati per i danni Dnel 2012. Soldi che sono finiti in un conto corrente a lui intestato in una banca di Medolla.

In particolare, le indagini condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura di Modena, hanno permesso di far luce su un espediente fraudolento a cui avrebbero preso parte altre due persone conniventi: una donna, affittuaria dell’immobile, e un geometra. Questi ultimi sono residenti nel Bolognese.

L’indagato, secondo gli accertamenti dei finanzieri, a seguito del sisma, avrebbe appositamente predisposto e stipulato un falso contratto di comodato – di un’abitazione e di un capannone già fatiscenti ed inutilizzati prima del terremoto – con l’affittuaria dei terreni sottostanti, retrodatandone gli effetti in epoca antecedente al maggio del 2012.

Di fatto con la compiacenza del geometra ha dichiarato che la donna era in affitto già prima del terremoto tramite una perizia asseverata.

Una condizione senza la quale non avrebbe avuto diritto a nessun contributo per ristrutturare le sue proprietà. Sempre secondo la finta documentazione quegli immobili sarebbero stati utilizzati dalla donna per l’attività agricola sui terreni.

La Guardia di Finanza ha appurato che si trattava di dichiarazioni completamente false. Era solo un modo per ottenere importanti contributi per quei ruderi per i quali altrimenti la Regione Emilia Romagna non avrebbe emesso un solo centesimo.l

GIB

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