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Modena. Autodromo di Marzaglia. Verdi e Cinque Stelle «Così spariranno sei ettari di terreni»

Modena. Autodromo di Marzaglia. Verdi e Cinque Stelle «Così spariranno sei ettari di terreni»

I gruppi politici in vista del voto Più che l’ok alla delibera, in ballo potrebbe esserci la coesione della maggioranza, perché un’approvazione basata sul voto Pd (e Modena civica) più centrodestra non sarebbe una gran bella cosa per i dem e per il sindaco Muzzarelli.

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MODENA Magari qualche consigliere - soprattutto nel Pd - avrà spostato le ferie di qualche giorno, perché se da una parte l’approvazione non sembra essere in dubbio, dall’altra in questi casi è meglio essere prudenti. Del resto, più che l’ok alla delibera, in ballo potrebbe esserci la coesione della maggioranza, perché un’approvazione basata sul voto Pd (e Modena civica) più centrodestra non sarebbe una gran bella cosa per i dem e per il sindaco Muzzarelli. Ragionamenti che spiegano la tensione che regna in giunta sulla delibera per il progetto di ampliamento dell’autodromo che arriverà in aula giovedì.

I gruppi più perplessi sono quelli di centrosinistra, ovvero Verdi e Sinistra per Modena (forze di maggioranza) e Movimento 5 Stelle (all’opposizione). Partendo dai Verdi, la consigliera Paola Aime fa notare che «noi siamo sempre stati contrari al progetto fin dalla sua nascita, e lo siamo ancora di più oggi, con i tecnici della società che in commissione hanno fatto notare che “con la modifica avremo a tutti gli effetti un autodromo”, allontanandosi notevolmente da quello che era stato detto ai cittadini quando nacque l’impianto». Tra le perplessità principali per i Verdi c’è l’utilizzo di suolo: «Il progetto - riprende Aime - va a impattare per sei ettari di terreno agricolo».

Ragionando a più ampio raggio, la consigliera verde fa notare che «tra autodromo, Hombre e Italpizza siamo di fronte a una serie di ampliamenti il cui saldo complessivo è molto problematico, anche perché dall’altra parte non vediamo azioni che vanno nella direzione della tutela dell’acqua e dell’ambiente».

E se Sinistra per Modena ha preferito attendere l’ultima commissione prima di dare un parere, dal Movimento 5 Stelle arriva un giudizio nettamente negativo, che si tradurrà in una bocciatura in Consiglio: «Siamo sempre stati contrari all’autodromo - spiega Giovanni Silingardi - e lo siamo anche oggi. I problemi sono davvero tanti, dall’impatto acustico, con le 30 giornate di sforamento sui limiti previste in occasione degli eventi, alla qualità dell’aria. E poi - incalza il consigliere pentastellato - c’è il problema del mega parcheggio, una sorta di Novi Park realizzato a raso in campagna, che ci vede totalmente contrari». I Cinque Stelle fanno quindi notare che «con la situazione di emergenza ambientale conclamata bisogna andare verso un altro sistema di sviluppo e fare scelte forti».

Ma se a sinistra le perplessità sono tante, a dire sì al progetto sarà la Lega: «Il nostro partito - spiega il capogruppo Alberto Bosi - è sempre favorevole a tutti i progetti di sviluppo economico del territorio. Noi siamo sempre dalla parte delle imprese che creano ricchezza e posti di lavoro - incalza il capogruppo del Carroccio - e non vogliamo fare come il centrosinistra che boccia tutte le nostre proposte solamente perché le facciamo noi. La nostra è un’opposizione costruttiva, per cui sosterremo il progetto. Notiamo infine - attacca Bosi - come la maggioranza su questo tema sia divisa, con due visioni diverse tenute insieme solamente dal potere».

Per quanto riguarda il gruppo Popolo della Famiglia-Fdi, la consigliera Elisa Rossini fa notare che «il progetto va guardato certamente con interesse per l’opportunità che può rappresentare per le aziende automobilistiche del territorio.

Abbiamo tuttavia notato, durante le interlocuzioni in commissione, una certa superficialità della giunta nell’affrontare il tema dell’impatto ambientale dell’intervento. È molto importante - aggiunge - che si tenga una posizione di equilibrio tra gli interessi del mondo imprenditoriale e del lavoro, e quelli dei cittadini residenti nella zona a vivere senza il disagio causato ad esempio dall’impatto acustico. E di tale equilibrio deve farsi garante l’amministrazione, mentre temiamo un certo sbilanciamento verso i temi di impresa e lavoro».l
 

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