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Dove i centenari sono di casa Spilamberto paese da record

Elena Pelloni
Dove i centenari sono di casa Spilamberto paese da record

Nessun luogo in tutta Italia può contare su più cittadini sopra i 100 anni «Lavoratori e spensierati. Vivere tra la collina e la città è un’arma in più»

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Spilamberto C’è un comune della provincia di Modena in cui si vive più a lungo rispetto al resto d’Italia. È Spilamberto e a dirlo non siamo noi, ma i dati dell’Istat. Se si considerano i paesi con più di 10mila abitanti Spilamberto è il più longevo: 12,82 over 100 ogni, appunto, diecimila residenti.

Le statistiche elaborate dall’Istituto di ricerca rivelano che il numero di ultracentenari, persone cioè che hanno superato i cento anni d’età, continua a crescere, nonostante la pandemia. Un dato confortante che dice tanto sulla qualità della vita e delle cure che stanno aumentando in termini qualitativi nel nostro Paese.

«Il motivo è semplice – spiega Carlo, seduto al solito posto in uno dei tavolini esterni del Circolo Acli “Paradosso” – Siamo gente strana. Ha ragione chi dice che a Spilamberto c’è gente “matta”, perché quello è proprio il segreto, forse, della nostra longevità. Sappiamo prendere la vita come viene, giorno per giorno, affrontando con freschezza e creatività i problemi quotidiani. Infine, si dice che Spilamberto sia una buca: qualcuno ci cade. Ci sono persone che passano di qui e poi non se ne vanno più».



Ma da cosa deriverebbe una tale longevità? Qual è l’elisir di lunga vita scoperto dagli spilambertesi? Alcuni di loro, che guardano ancora da lontano il traguardo del secolo di vita, hanno provato a svelare il segreto del piccolo Paese. «A Spilamberto si è sviluppato molto l’artigianato – spiega Silvano, che è una vita che intaglia e restaura mobili antichi – E gli artigiani, al contrario dei grandi industriali, promuovono una vita semplice. L’artigianato sviluppa la creatività e permette a chi la pratica di stare più a contatto con le materie prime e con le persone. E poi siamo in una zona agricola, in cui molte persone lavorano all’aria aperta, al contatto con la terra e le piante. Sono altri ritmi di vita rispetto a quelli della città».

«A proposito degli artigiani – sorride Gianfranco – Volete sapere perché vivono più a lungo? Perché a loro serve una vita a pagare i debiti».

È forse questo clima festoso e di paese che rende Spilamberto un luogo in cui si vive bene, anche dopo la pensione. Come dice Franca «Spilamberto è un paese vicino alla montagna e alla città. E poi la vicinanza con il Panaro ha sicuramente un’influenza positiva».

I numeri che riguardano gli ultracentenari si sprecano, i dati infatti portano in dote una serie di spunti decisamente interessanti. Curiosità che riguardano i nostri “ultra-nonni”. Quelli di Spilamberto, che ormai si sarà capito sono ben oltre la media, e più in generale quelli che vivono in Italia. Ecco, dunque, qualche esempio pratico. Poco più di 17mila, a essere precisi 17.156. È il numero dei centenari viventi in Italia, il dato (l’ultimo disponibile) è del primo gennaio del 2021. Un numero in aumento rispetto agli anni precedenti: nel 2019 gli over 100 erano infatti 14.456. A riferirlo è il sito internet www.truenumbers.it che racconta anche la serie di interessanti statistiche. Statistiche, ma non solo. C’è questa curiosità per esempio: «Circa l’85% dei centenari vive in famiglia, il 15% in un istituto. I nomi più comuni tra gli appartenenti a questo speciale gruppo sono Giuseppe e Maria mentre considerando la cittadinanza gli stranieri osservati negli anni di indagine sono solo 30 (0,5%)».

La fonte, come per il resto della ricerca, è l’Istat. Lo stesso Istituto che fornisce anche il quadro relativo a paesi e città del territorio nazionale. Quel quadro generale che, appunto, vede Spilamberto primeggiare tra i comuni con più di 10mila abitati. Sul portale web si legge: «Il comune con oltre i 5mila abitanti con la più alta presenza di persone over 100 è Pontremoli (Massa-Carrara) con 10 centenari e un dato di 14,08 ogni 10mila residenti. Il secondo è Rodigo (Mantova) con 13,18 e il terzo è Celle Ligure (11,8) nel Savonese». l

 

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