Carpi. Sequestra l’ex moglie in garage Anziano condannato a 28 mesi
Dopo la separazione ha sequestrato l’ex moglie nel garage per quaranta minuti puntandole contro un coltello. Ieri è stato condannato dal Tribunale di Modena alla pena di due anni e quattro mesi che sconterà agli arresti domiciliari, misura cautelare alla quale era già sottoposto.
CARPI Dopo la separazione ha sequestrato l’ex moglie nel garage per quaranta minuti puntandole contro un coltello. Ieri è stato condannato dal Tribunale di Modena alla pena di due anni e quattro mesi che sconterà agli arresti domiciliari, misura cautelare alla quale era già sottoposto.
È l’esito dell’udienza che riguarda un 70enne, originario di Novi, ora residente a Carpi, che si è separato dalla moglie dopo tantissimi anni. In udienza preliminare, il perito nominato dal Tribunale (dottoressa Matilde Forghieri), ha dichiarato che l’imputato – difeso d’ufficio dall’avvocato Stefano Galavotti – è capace di intendere e di volere e per tale motivo è stato rinviato a giudizio. Il marito non ha optato per i riti alternativi, manifestando l’intenzione di ascoltare le dichiarazioni dei testimoni e dell’ex moglie.
Il giudice, dottoressa Elena Quattrocchi, ha quindi definitivamente optato per la pena di 28 mesi per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e sequestro di persona. Sono state riconosciute le attenuanti generiche, ma è stata calcolata quella che in gergo viene definita la “continuazione”, ossia il cumulo delle pene dei tre reati. L’imputato, già sottoposto ad arresti domiciliari con diritto di uscita per due ore al mattino, continuerà a scontare la pena con la stessa misura cautelare, dal momento che non è ancora stato considerato idoneo ad uscire: potrebbe rivelarsi pericoloso per l’ex moglie.
L’escalation dei reati a carico dell’uomo vede i maltrattamenti in partenza. Successivamente alla separazione, arrivano gli atti persecutori con la moglie rinchiusa in un garage sotto la minaccia di un coltello. I due si erano separati dopo oltre trent’anni di matrimonio, per decisione della donna. Il marito non lo ha però mai accettato. Invano le ha chiesto di ripensarci e la cosa è diventata un’ossessione al punto da spingerlo ad appostamenti e pedinamenti.
Nel settembre del 2021 era quindi scattata la denuncia: la Procura aprì un fascicolo e il giudice aveva subito disposto in via d’urgenza il divieto di avvicinamento all’ex moglie.
La donna è assistita dall’avvocato Leda Gjinaj. «Io spero che questa persona capisca la gravità dei suoi comportamenti e lasci stare la signora, mi auguro questo», commenta il difensore della parte civile.l
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