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Il caso

Castelfranco. Carabiniere preso a forbiciate

Daniele Montanari
Castelfranco. Carabiniere preso a forbiciate

A colpirlo un 51enne: era stato lui stesso a chiamare il 112 per una rissa Discussione con il datore di lavoro per gli stipendi non pagati: «Ho agito senza volere»

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Castelfranco Ferisce a colpi di forbici i carabinieri che aveva chiamato in suo soccorso. Vicenda di certo singolare quella di cui è stato protagonista un 51enne arrestato nella tarda serata di lunedì per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. E ieri è comparso davanti al giudice per la direttissima.

Tutto è successo in pochi istanti per strada, in una via a ridosso del centro storico di Castelfranco. Da quel che si è capito, l’uomo, un operaio edile di origine marocchina, doveva incontrarsi con il suo datore di lavoro con cui aveva dei problemi sul pagamento del compenso dovuto. L’altro si è presentato all’appuntamento in forze, assieme a quattro persone. Gli animi si sono rapidamente scaldati ed è scoppiata una rissa. E sono stati chiamati i carabinieri. Sarebbe stato lo stesso 51enne a farlo, temendo per la sua incolumità visto che si era trovato di fatto in un cinque contro uno. Sono arrivati in pochi minuti i carabinieri del Radiomobile di Modena, trovando il 51enne in stato di fortissima agitazione. Al punto da compiere un gesto inconsulto per sottrarsi all’identificazione: ha estratto dalle tasche dei pantaloni una forbice con cui ha detto a tutti di stare in guardia. E hai carabinieri che lo invitavano a stare calmo ha risposto sferrando a uno di loro, probabilmente in maniera inconsapevole nello stato di alterazione in cui era, un colpo al braccio destro con le forbici. Per fortuna il militare aveva delle protezioni che hanno ridotto il colpo a un graffio (un giorno di prognosi), altrimenti le conseguenze potevano essere molto gravi.

Ce n’è stato però abbastanza per procedere all’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. E anche in macchina l’uomo, con già alle spalle condanne per danneggiamento e lesioni, ha continuato a fare il finimondo, tra calci e pugni.

Assistito da Federica Cirilli (in sostituzione dell’avvocato Flavia Sandoni), il 51enne ha detto al giudice Chiara Mutti (in realtà in modo piuttosto veemente, tanto da essere più volte richiamato all’ordine) che le forbici gli erano rimaste in tasca dal lavoro, e che le aveva afferrate come istintivo gesto di difesa temendo che gli altri cinque potessero fargli del male. ma che non intendeva assolutamente usarle contro i carabinieri, che anzi aveva chiamato lui. «Mi dispiace, chiedo scusa del mio comportamento nei confronti dei carabinieri, che per me sono fondamentali» ha detto in sostanza. È stato quindi rimesso in libertà con obbligo di presentazione in caserma a Castelfranco tre volte alla settimana. Processo rinviato al 5 ottobre.l


 

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