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Il processo

Modena. Pestato a sangue per 300 euro

Daniele Montanari
Modena. Pestato a sangue per 300 euro

Un 27enne aggredito da una gang con bastoni, manganelli e guanti con punteruoli «Andiamo via, che ormai è morto». Invece si riprende e denuncia quattro ventenni

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MODENA Così come è presentato nella ricostruzione dell’accusa, è uno degli episodi di aggressione più agghiaccianti mai registrati a Modena, davvero da Arancia Meccanica. Il processo doveva tenersi ieri, ma è slittato a gennaio per l’astensione degli avvocati. Inutile dire che gli imputati rischiano tantissimo.

Si tratta di quattro giovani, che davano vita a sorta di gang: un 25enne di origini magrebine ma nato a Sassuolo, un 24enne marocchino, un 21enne tunisino e un 22enne anche lui di origini magrebine ma nato a Modena. Sono accusati di concorso in rapina aggravata, con lesioni, per quanto accaduto la sera del 3 gennaio 2019 a Modena sulla Nazionale per Carpi, all’altezza del sovrappasso (zona Ponte Alto).

Erano le 20. Un giovane ora 27enne, di origini tunisine, stava camminando a lato strada quando all’improvviso sono arrivate due auto che gli hanno sbarrato la strada davanti e dietro: una Fiat Stilo con i quattro finiti a processo e un’Alfa Romeo Giulietta con a bordo cinque albanesi. Il 27enne conosceva quelli della Stilo, non gli altri. Il perché lo cercassero è ancora tutto da chiarire, può darsi che ci fosse un debito da saldare. Fatto sta che, a quanto riferito nella denuncia, la gang ha agito da far rabbrividire: ha inseguito il giovane e lo ha raggiunto dopo poche decine di metri percuotendolo alle spalle con bastoni, manganelli e guanti con punteruoli. Fino a lasciarlo a terra tramortito. Tanto che nel verbale la vittima ha riferito di aver sentito, prima di perdere i sensi, una frase del tipo: «Andiamo via, che è già morto». Non prima però di avergli preso il contante che aveva con sé, circa 300 euro.

Il 27enne nell’aggressione ha riportato forti traumi soprattutto alla zona costale, ma si è risvegliato ed è riuscito a chiamare i soccorsi. Portato a Baggiovara, è stato rimesso in piedi ma con una prognosi di 21 giorni.

Ha quindi trovato il coraggio di sporgere querela, di dire ai carabinieri chi erano i giovani che aveva potuto riconoscere, non riuscendo invece a fornire elementi sugli albanesi, che non aveva mai visto. La Procura ha aperto un fascicolo e appunto si è giunti al processo. I quattro imputati sono difesi dagli avvocati Pasqualino Miraglia e Tommaso Creola di Modena e da Simone Pellati di Reggio. Nella prossima udienza dai testimoni chiave si attende una risposta sul perché di tanta insensata violenza messa in atto con un’azione così lucida, pianificata e organizzata.l


 

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