San Cesario, minacce al parroco, poi il blitz vandalico all'oratorio
Lunedì con tre incursioni: alle 16, alle 20 e poi alle 23,15 annotate da chi sta collaborando col parroco per vigilare a turno, culminate nello scardinamento della porta sul retro mentre una tapparella e i vetri infranti di una finestra risalivano a qualche giorno prima.
San Cesario Da circa due mesi il parroco Don Gaetano Popoli è vessato da angherie di una banda giovanile ai danni dell’oratorio di Sant’Anna, del campo sportivo, escrementi lasciati davanti alla porta, incursioni notturne, vetri infranti, intimidazioni di vario tipo verso collaboratori e gestore del bar del circolo parrocchiale, sopportate finora con pazienza. Ma dopo l’ennesima bravata, con sedie rotte o rovesciate, invitati ad andarsene, hanno lanciato la sfida: “ci vediamo questa notte”. E così è stato lunedì con tre incursioni: alle 16, alle 20 e poi alle 23,15 annotate da chi sta collaborando col parroco per vigilare a turno, culminate nello scardinamento della porta sul retro mentre una tapparella e i vetri infranti di una finestra risalivano a qualche giorno prima. Sono entrati, hanno messo a soqquadro il piano superiore, devastato gli archivi e i documenti del centro estivo, rotto l’unico televisore, che è stato portato in giardino e fracassato con una mattone lasciato accanto in bella mostra. I carabinieri sono intervenuti verso mezzanotte, la Polizia locale di San Cesario che non era stati informata è arrivata l’indomani a conferire col parroco e con un gruppetto di persone che si era formato per fare nomi e segnalare anche la rottura dei vetri di un auto. Tutto era iniziato nel pomeriggio, quando il capo dei bulli si era mezzo a zigzagare in monopattino tra le auto, costrette a frenare per evitarlo. Invitato a smettere, ha fronteggiato con arroganza i presenti e se ne è andato lanciando la minaccia: “ci vediamo questa notte”. La baby-gang è composta da volti noti di Sant’Anna, che girano tra un bar e l’altro vantandosi di bere e di fumare, che emulano il comportamento dei quattro o cinque di Castelfranco, che arrivano in bicicletta, motorino o addirittura in autobus senza pagare il biglietto, e guidano le scorribande. Il Comandante della Polizia locale, Filippo Bonvicini, ha preso molto a cuore la faccenda e nel raccogliere i nomi che gli sono stati fatti ha promesso al parroco di voler bloccare sul nascere questo tipo di fenomeno che non ha mai fatto parte della comunità di Sant’Anna.
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