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Scout a Modena. Da Santa Rita a Saliceta, gli scout amici dell’ambiente

Pietro Gasparin
Scout a Modena. Da Santa Rita a Saliceta, gli scout amici dell’ambiente

Il gruppo Modena 6 è stato fondato nel 1982 da una costola del Mo1 «Siamo sensibili ai temi sociali, con particolare attenzione al clima»

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MODENA Uniformi azzurre, fazzolettoni e pantaloncini corti. Tra il 89 e l’11 settembre le vie del centro faranno da teatro alla celebrazione del centenario dello scoutismo modenese. Dopo aver raccontato la storia dei primi cinque gruppi modenesi, oggi parliamo invece delle sesta comunità della nostra città. Un gruppo di periferia, nato nei primi anni ‘80 come una costola del Modena 1 di San Faustino e che ha dato vita negli anni a una comunità solida e compatta, che porta avanti con coraggio uno scoutismo fatto da giovani per giovani: il Modena 6.

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«Siamo nati nel 1982 presso la parrocchia di Santa Rita da un piccolo gruppo di capi del Mo1 di cui anch'io facevo parte», ricorda Andrea Zivieri, fondatore e capogruppo del Modena 6. «Fummo infatti chiamati dal sacerdote di allora, don Ilario, che stava cercando di unire la proposta di fede della parrocchia con quella educativa nei quartieri operai e periferici tra San Paolo e il Parco Amendola. Così nel 1982, io e Betta Manni decidemmo di formare il primo reparto del Mo6, ancora legato al Mo1 da cui provenivamo. Ne seguì poi la formazione del branco e del clan, che via via si resero sempre più indipendenti fino al 1989, quando fummo finalmente censiti come Modena 6. Fin dalla nostra formazione abbiamo cercato di educare i nostri ragazzi attraverso la valorizzazione di uno scoutismo sociale e attento al prossimo. Dall’accoglienza ai primi profughi albanesi negli anni ‘90 al Progetto Romania con Paolo Olivieri, fino alle più recenti route in Jugoslavia ed Albania, il Mo6 ha sempre cercato di servire e di aiutare, superando anche i confini della nostra parrocchia».

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«Siamo anche un gruppo molto attento alla crisi climatica e negli anni ci siamo battuti per il referendum per l’acqua pubblica e abbiamo riadattato una vecchia cava di mattoni poco fuori San Damaso a base scout: La Buca. Siamo una comunità giovane che guarda al futuro, attenta alla vita di clan e non radicata in certi tradizionalismi pomposi e desueti. Cercheremo infatti di vivere questo centenario in una maniera semplice, ma attiva, in cui lo scoutismo viene applicato più nei suoi contenuti che nelle sue formalità. Il nostro gruppo è nato 40 anni fa, nell’anno del sessantesimo compleanno del nostro movimento. La nostra storia è quindi legata in maniera indissolubile a queste celebrazioni e anche quest’anno il Modena 6 sarà presente per dire la sua, per sposare uno scoutismo attento al passato e aperto alle sfide del domani».

«Il Modena 6 un gruppo di città, molto legato al proprio territorio, che vive nel presente, ma guarda sempre al futuro», così Sara Bergonzini, capagruppo del Mo6. «Negli anni siamo cresciuti tanto sia numericamente che in fatto di attenzione alle scelte educative. Siamo infatti stati tra i primi gruppi della zona che, guardando in ottica educativa alla globalità della persona, ha introdotto il percorso dell’iniziazione cristiana all’interno delle attività scout. Da poco ci siamo infatti trasferiti presso la parrocchia di Saliceta con cui abbiamo iniziato una stretta collaborazione con il gruppo parrocchiale, creando quindi un clima dinamico e propositivo per il futuro. Vivremo il centenario proprio in quest’ottica di fraternità e inclusività, con l’idea di portare avanti uno scoutismo pronto a spendersi per gli altri in qualsiasi occasione. Festeggeremo, balleremo e canteremo quei valori che fanno parte della nostra vita, che camminano sulle gambe degli scout modenesi da 100 anni. Lasceremo il mondo meglio di come lo abbiamo trovato».l
 

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