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Modena e la siccità. «Senza canali saremmo deserto La fase è molto complessa»

Modena e la siccità. «Senza canali saremmo deserto La fase è molto complessa»

Bertozzi (Burana): «Periodo simile al 2006, ma può peggiorare»

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MODENA Cinalberto Bertozzi è il direttore del Consorzio della Bonifica Burana, quell’ente che gestisce il bacino idrografico compreso tra l’Appennino tosco-emiliano e l’Oltrepo mantovano. E, tracciando il perimetro della situazione, non utilizza mezzi termini: «Stiamo vivendo un periodo critico – dice – con il Po che sta attraversando la fase peggiore della propria storia».

Bertozzi, andiamo dritti al punto: abbiamo abbastanza risorse per superare l’estate?

«Grandi previsioni non si possono fare, perché dipendiamo da altri. Ad esempio, qualora i laghi alpini decidessero di chiudere i rubinetti, ci troveremmo in una situazione molto complessa».

Anche perché le nostre montagne forniscono poca acqua…

«Questo è un anno in cui la neve, che sciolta diventa fondamentale per i fiumi, è stata davvero ridotta. Do un dato: verso fine maggio avevamo già esaurito tutta l’acqua derivata dalle nevicate dell’intero inverno».

Quindi su cosa possiamo contare?

«Su un’importante riserva idrica a Manzolino, che potrebbe eventualmente sopperire alle mancanze, perlopiù agricole, causate dalla scarsità dei corsi d’acqua. Senza dimenticare tutti quei collegamenti di canali che già adesso, tra Modena e provincia, stanno dando una grossa mano all’agricoltura. Se non ci fossero, il nostro territorio sarebbe un deserto».

Stando a quanto dicono i livelli idrometrici, però, questo scenario non sembra poi così lontano…

«Il discorso è più complesso. È innegabile che stiamo vivendo una fase difficile, e non a caso abbiamo chiesto una deroga al flusso minimo vitale dei fiumi Secchia e Panaro, particolarmente in secca. Poi, con Arpae, stiamo lavorando a un protocollo d’intesa che punta a trasmettere, ogni due giorni, i dati dei fiumi appena citati, così da avere un maggiore controllo della situazione».

Vi state muovendo anche sul versante delle riserve idriche?

«Sì. Abbiamo un progetto, già in fase avanzata, per la costruzione di una nuova oasi tra Mirandola e Poggio Rusco, con un duplice obiettivo: garantire, da un lato, sicurezza idraulica e, dall'altro, accumulo idrico per combattere i periodi di siccità».

Sappiamo che i fiumi sono necessari per l’agricoltura. I campi e le coltivazioni sono a rischio?

«Alimentari di primaria importanza come il mais sono già in fase di raccolta, e alleggeriranno indubbiamente la quantità di acqua richiesta. Ad oggi riusciamo a garantire tutto il necessario, nonostante le difficoltà».

Storicamente è già stato affrontato qualcosa di simile?

«Nel 2006 abbiamo avuto un periodo pressoché identico spalmato, però, nei giorni tra fine luglio e inizio agosto. Oggi ci troviamo a dover fronteggiare una grave siccità già tra giugno e luglio. Se agosto dovesse confermarsi sugli stessi livelli dei mesi in corso, saremmo di fronte a un evento eccezionale».

Come la risalita del mare nel fiume Po.

«Un cuneo salino di oltre 30 chilometri è preoccupante. La situazione potrebbe cambiare solo dopo importanti piogge nel nostro bacino».l

ER.B.

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