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Comune di San Felice, mazzata sul fotovoltaico «Dobbiamo ridare 900mila euro»

Giovanni Balugani
Comune di San Felice, mazzata sul fotovoltaico «Dobbiamo ridare 900mila euro»

San Felice possiede 8 campi ed è stato equiparato ai grandi produttori di energia L’assessore Cirelli: «Devo ingessare il bilancio: non potremo più spendere»

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San Felice «Questa è una mazzata che rischia di immobilizzare il Comune fino a dicembre e oltre».

Non usa mezze misure l’assessore al Bilancio Paolo Cirelli commentando l’incredibile richiesta di restituire al Gse (Gestore servizi energetici) 900mila euro. Non stiamo parlando di bollette (già di per sé molto care), ma di un decreto legge che impone a tutti i produttori di energia di «restituire tutti gli introiti realizzati oltre il prezzo massimo fissato dall’autorità statale fino al 31 dicembre 2022 e retroattivamente al 1 febbraio 2022».

E che c’entra San Felice con i produttori di energia? Semplice, il Comune è proprietario di otto campi fotovoltaici, installati oltre dieci anni fa.

«L’energia che noi produciamo tramite i suddetti impianti – specifica l’assessore Cirelli – viene venduta a Gse che ci riconosce un importo. Noi stavamo vendendo a un prezzo di mercato che, secondo una stima, ci avrebbe assicurato circa 1,2 milioni di euro. Tre quarti di questo importo, circa 900mila euro, dovremo restituirlo. Questo perché l’autorità statale (Arera) indica un prezzo di riferimento per ciascuna zona di mercato».

Insomma l’autorità fissava un’asticella teorica di vendita (0,058 euro al Mwh), ma come è logico intuire il mercato dell’energia negli ultimi mesi è schizzato alle stelle e dunque la vendita è andata a 0,22 euro al Mwh. Ora l’autorità richiede la restituzione degli introiti ottenuti oltre al tetto fissato. Si tratta di un decreto legge chiaramente indirizzato ai grandi produttori di energia e non certo ai piccoli Comuni come San Felice.

«Non sappiamo nemmeno come dovremo restituire quei soldi – aggiunge ancora Cirelli – Forse a partire da ottobre. Se ce li chiedono subito e tutti significa mandare in default il Comune. Se ci fanno compensazioni vedremo».

Per chi si occupa di bilanci come l’assessore la strada è comunque una sola: «Ho già iniziato ad accantonare una certa cifra, che significa ingessare le spese correnti da qui a dicembre. Quali? Beh, quelle canoniche che ogni Comune deve sostenere, come le asfaltature, gli sfalci, le manutenzioni ecc».

È un vero e proprio grido di allarme quello che arriva da San Felice, un problema che colpisce altri mille Comuni in tutta Italia.

«Abbiamo già scritto alle autorità energetiche e siamo in contatto con Anci (Associazione nazionale comuni italiani) per capire che cosa si può fare. L’Amministrazione comunale si sta attivando a tutti i livelli per tutelarsi e sta verificando se sia possibile evitare il pagamento, non escludendo di ricorrere anche alle vie legali».

Un bel problema per le casse del Comune, in un momento storico in cui far funzionare un ente è una sfida improba. «Già le bollette per le utenze quest’anno sono cresciute del 120%...», conclude l’assessore Cirelli.l


 

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