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La decisione

Siccità Il Consorzio Burana estende sistema turni per l’acqua alle aziende di Nonantola, Ravarino e Castelfranco

(DIRE) Modena, 18 lug. - Il sistema irriguo del Burana, in Emilia-Romagna, continua ad essere sotto stress "con il massimo delle richieste da soddisfare" ed una disponibilità di acqua ancora in calo, anche fino a un terzo rispetto alla media degli altri anni. Lo segnala nel suo bollettino di oggi il presidente del Consorzio, Francesco Vincenzi, precisando che si è resa indispensabile l'attivazione in 24 ore di protocolli operativi per "intensificare manovre idrauliche che possano garantire l'acqua alle varie zone con criteri di alternanza", agendo capillarmente sui diversi manufatti. Le maggiori difficoltà si stanno riscontrando nella fornitura di acqua ai 70.000 ettari di territorio ricadenti nella provincia modenese e parte della bassa mantovana prelevata al Po tramite l'impianto Sabbioncello. Per questo sono stati attivati altri prelievi alla Chiavica Secchia (Bomporto) ed all'impianto Bozzala Secchia (San Prospero) per 0,3 metri cubi al secondo, in modo da soddisfare le richieste di quelle zone. Al polo Pilastresi di Stellata di Bondeno, nel ferrarese, sono in funzione sette pompe degli impianti sussidiari in grado di fornire 21 metri cubi al secondo di acqua, per far fronte alla richiesta di cui beneficia principalmente il territorio del Consorzio di bonifica della pianura di Ferrara (150.000 ettari extra-comprensorio Burana) che non può prelevare dai propri impianti a causa della risaluta del cuneo salino nel grande fiume. Ma rimangono "gravi criticità", conferma il Burana, anche nei Comuni modenesi di Nonantola e Ravarino, che sono serviti da quattro impianti sul Panaro per una portata di 0,3 metri cubi al secondo. "Si ravvisa quindi la necessità di un utilizzo più oculato possibile della risorsa idrica riducendone al minimo l'impiego", conclude il Consorzio. (Lud/ Dire) 18:05 18-07-22 NNNN
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(DIRE) Modena, 18 lug. - Il sistema irriguo del Burana, in Emilia-Romagna, continua ad essere sotto stress "con il massimo delle richieste da soddisfare" ed una disponibilità di acqua ancora in calo, anche fino a un terzo rispetto alla media degli altri anni. Lo segnala nel suo bollettino di oggi il presidente del Consorzio, Francesco Vincenzi, precisando che si è resa indispensabile l'attivazione in 24 ore di protocolli operativi per "intensificare manovre idrauliche che possano garantire l'acqua alle varie zone con criteri di alternanza", agendo capillarmente sui diversi manufatti. Le maggiori difficoltà si stanno riscontrando nella fornitura di acqua ai 70.000 ettari di territorio ricadenti nella provincia modenese e parte della bassa mantovana prelevata al Po tramite l'impianto Sabbioncello. Per questo sono stati attivati altri prelievi alla Chiavica Secchia (Bomporto) ed all'impianto Bozzala Secchia (San Prospero) per 0,3 metri cubi al secondo, in modo da soddisfare le richieste di quelle zone. Al polo Pilastresi di Stellata di Bondeno, nel ferrarese, sono in funzione sette pompe degli impianti sussidiari in grado di fornire 21 metri cubi al secondo di acqua, per far fronte alla richiesta di cui beneficia principalmente il territorio del Consorzio di bonifica della pianura di Ferrara (150.000 ettari extra-comprensorio Burana) che non può prelevare dai propri impianti a causa della risaluta del cuneo salino nel grande fiume. Ma rimangono "gravi criticità", conferma il Burana, anche nei Comuni modenesi di Nonantola e Ravarino, che sono serviti da quattro impianti sul Panaro per una portata di 0,3 metri cubi al secondo. "Si ravvisa quindi la necessità di un utilizzo più oculato possibile della risorsa idrica riducendone al minimo l'impiego", conclude il Consorzio. (Lud/ Dire) 18:05 18-07-22 NNNN

"Ormai non si può più parlare di questione emergenziale, quanto strutturale, poiché, appunto, si ripete negli anni. A fronte della situazione attuale del Po”

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MODENA, La sesta ondata di siccità negli ultimi vent'anni e la conseguente carenza di acqua nel fiume Po portano il Consorzio della bonifica Burana, che si occupa del territorio tra gli argini di Po, Secchia, Panaro e Samoggia, ad incrementare la turnazione della distribuzione ad ore dell'acqua per le aziende agricole in Emilia.

Il prossimo weekend, ad esempio, a causa della riduzione della quota d'acqua nel Canale emiliano romagnolo, che ha comportato lo spegnimento di una pompa, il sistema dei turni riguarderà alcuni territori di Modena e Bologna alla destra del fiume Panaro, ovvero Nonantola, Ravarino e Castelfranco nel Modenese e Sant'Agata e Crevalcore nella provincia felsinea.

A spiegarlo, questa mattina a Modena, è stato il presidente del Consorzio, Francesco Vincenzi: "Ormai non si può più parlare di questione emergenziale, quanto strutturale, poiché, appunto, si ripete negli anni. A fronte della situazione attuale del Po - prosegue Vincenzi affiancato dal direttore Gian Alberto Bertozzi - stiamo cercando di ridurre al minimo i prelievi dal grande fiume. Come consorzio stiamo prelevando il 20% dell'acqua totale a cui potremmo attingere. La mancanza di acqua dal Po la stiamo integrando in parte con quella del Fiume Secchia, in parte Panaro. Questo ci permette di sopperire le carenze e comunque di dare un po' di acqua a tutti i nostri agricoltori. Naturalmente stiamo aumentando i turni. Non tutti oggi nello stesso momento possono irrigare, ma comunque tutte le aziende agricole nell'arco della settimana hanno a disposizione dell'acqua. Stiamo chiedendo agli agricoltori di scegliere, di dare delle priorità per l'irrigazione a quelle colture che oggi devono portare a termine la produzione, ma anche di cercare di valorizzare le irrigazioni e cercare di andare a privilegiare le irrigazioni delle colture perenni come frutteti e vigneti; se rimanessero senza acqua in questo momento non solo metteremmo a rischio la produzione annuale, ma la vita delle piante stesse nei prossimi anni". 

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