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Modena. Botte e rapine nei centri massaggi in azione tre “banditi ragazzini”

Luca Gardinale
Modena. Botte e rapine nei centri massaggi in azione tre “banditi ragazzini”

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MODENA L’obiettivo era sempre lo stesso - i centri massaggi cinesi - mentre a variare erano le modalità con le quali i rapinatori puntavano a farsi consegnare l’incasso: quella preferita prevedeva un mix di calci e pugni, ma a volte si “limitavano” a prendere la vittima per il collo, mentre in caso di necessità non esitavano a puntare un coltello alla gola alla titolare.

Tutto questo è successo tra Modena e Reggio Emilia, nel maggio scorso - ma è probabile che nei mesi seguenti ci siano stati altri casi - e ha visto come protagonisti tre ragazzi tra 14 e 17 anni, che hanno compiuto una serie di rapine-fotocopia ai danni di (almeno) quattro centri massaggi cinesi. Rapine violente, per i quali i tre minorenni sono stati individuati e denunciati nei giorni scorsi dalla Questura di Reggio, al termine di una serie di indagini coordinate dalla Procura presso il Tribunale dei minori di Bologna. Ma quali sono gli episodi dei quali i tre ragazzi dovranno rispondere?

Le rapine avvenute a Modena sono state tre, di cui due compiute in successione lo stesso giorno, ovvero il 6 maggio scorso. Nella prima, avvenuta come tutte in un centro massaggi cinese, secondo gli inquirenti gli indagati hanno spinto e colpito la titolare con una serie di pugni, urlandole “dammi i soldi”, per impossessarsi poi del denaro custodito nel cassetto della scrivania e della collanina d’oro che la donna portava al collo dopo avergliela strappata. Un colpo che però non è bastato ai ragazzini, che hanno raggiunto un altro centro massaggi modenese sfondando la porta a calci e facendo cadere la titolare, per strapparle di dosso la collana e prelevare il denaro contenuto nella cassa. La terza rapina modenese è stata commessa il 28 maggio: anche qui al centro dell’azione criminosa c’è un centro massaggi cinese, dove gli indagati hanno immobilizzato la titolare puntandole un coltello alla gola, per rapinarla del denaro custodito nel registratore di cassa e di una collana che la donna indossava.

I tre ragazzini si sono quindi spostati a Reggio Emilia, dove hanno però compiuto la rapina che ha portato la polizia a individuarli. In questo caso il colpo è avvenuto il 31 maggio, sempre in un centro massaggi cinese, dove una massaggiatrice è stata aggredita e afferrata per il collo fino alla consegna della borsetta, che conteneva effetti personali e due I-phone, una collana d’oro e denaro contante. La donna ha subito chiamato la polizia reggiana, facendo partire una serie di indagini da parte della Squadra mobile, che grazie al supporto delle telecamere cittadine ha consentito di identificare i tre minorenni: due sono stati gli autori materiali della rapina, mentre l’ultimo cliente della vittima aveva lasciato la porta apeta per consentire l’ingresso dei complici. Le perquisizioni domiciliari delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori presso le abitazioni dei tre indagati hanno quindi consentito di raccogliere ulteriori elementi indiziari a carico degli indagati; in particolare sono stati trovati abiti del tutto simili a quelli indossati dai tre rapinatori e ripresi dalle telecamere cittadine.

Nel corso dell’attività di identificazione, uno dei tre ragazzi ha anche confessato i reati commessi, mentre le indagini hanno consentito di raccogliere elementi indiziari a carico degli indagati in relazione alle tre rapine compiute nei giorni precedenti nei centri massaggi modenesi. Ma gli elementi emersi durante le indagini, e in particolare la serialità delle rapine, fanno presupporre che i colpi potrebbero essere più di quattro, anche se non sempre le vittime sono propense a denunciare: anche per questo, la Questura di Reggio «ribadisce l’invito affinché tutti coloro che abbiano subìto comportamenti penalmente rilevanti si rivolgano, con fiducia, alle forze dell’ordine denunciando i reati. Lo sviluppo investigativo - conferma la Questura reggiana - fa presupporre che gli indagati, con il medesimo modus operandi e sempre a danno di cittadini cinesi, possano avere commesso ulteriori rapine»

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