La storia
Cavezzo 1 «Una piccola realtà di paese che continua la propria attività con l’idea di prestare aiuto»
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Come ben sappiamo le prime unità scout del nostro territorio risalgono al 1922, ma non possiamo circoscrivere il fenomeno scautistico al solo comune di Modena. Il movimento scout della nostra provincia nasce infatti certamente nel nostro capoluogo, ma negli anni a seguire si è espanso in buona parte dei paesi sia della Bassa che della Pedemontana, portando alla formazione di numerosissimi gruppi che vantano storie decennali. Una pluralità quindi di tradizioni e riti diversi, riuniti però sotto il comune vessillo del servizio, del rispetto, dell’inclusione e del metodo educativo scout. Un territorio che ha sempre risposto “presente” alla chiamata dello scautismo è stata la Bassa della nostra provincia. Pur essendo una zona formata da piccole unità, ha espresso nei decenni uno scautismo estremamente votato al servizio e pronto a rialzarsi nei momenti difficili, come dopo il terremoto dell’Emilia del 2012. Il Cavezzo 1, ad esempio, rappresenta uno dei baluardi essendo tra i gruppi più antichi e strutturati della Zona. «Abbiamo iniziato le nostre attività nel 1980, ma il primo censimento è avvenuto nel 1981», così ci ha detto Rodolfo Barbieri, capogruppo del Cavezzo 1. «Siamo partiti grazie all’aiuto e al supporto del gruppo scout Mirandola 1, dove lo scautismo era già radicato da diversi decenni. Siamo una piccola realtà di paese, ma in tutte le difficoltà che abbiamo incontrato sul nostro cammino, i valori dei capi che cominciarono questa avventura 40 anni fa ci guida tutt’oggi. Ricordando infatti l’aiuto che ci diedero agli inizi della nostra storia. Negli anni ’90 abbiamo ospitato alcuni capi di Massa Finalese che, qualche anno dopo, fondarono il gruppo ancora oggi presente ed anche in questi ultimi mesi abbiamo iniziato una collaborazione con il San Felice 1, aiutandoli in un loro momento di difficoltà dato dalla mancanza di capi. Noi ci sentiamo infatti fratelli di ogni altra guida e scout, siamo sempre “parati” per aiutare chi ci sta intorno, operando sul nostro territorio e su quelli limitrofi». «In questi 40 anni, festeggiati a fine maggio con un’uscita con i ragazzi ed i genitori del gruppo, abbiamo infatti stretto un legame fortissimo con il territorio e in particolare con l’amministrazione comunale del nostro paese che ci ha portato a condividere idee e progetti, in particolar modo ci tengo a ricordare il lavoro fatto dal nostro Clan a seguito di una route svolta in Sicilia sulla legalità che si è concluso intitolando le rotonde e il parco pubblico di Cavezzo a vittime di mafia. Il centenario sarà per noi un momento per rinsaldare questi valori così importanti per la nostra comunità, vivendo nella fede, sempre più un tassello importante nell’educazione nelle nostre branche. Non percepiamo questo evento nella stessa maniera di un gruppo della città, ma abbiamo voglia e coraggio di partecipare per ricordare sia gli scout modenesi che quelli della Bassa».l P.G. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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