La storia
Cognento 1 Punto di riferimento con il proposito di formare cittadini
DBERTI
Il peso della pandemia nella recente gestione
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Usciamo dal territorio prettamente cittadino per dedicarci ad una realtà molto particolare che è comunque della zona di Modena: si tratta del Cognento 1. Questa florida comunità, nata intorno ai primi anni '90, ha sede in una frazione di Modena, Cognento per l’appunto, a qualche chilometro dalla parrocchia di San Paolo del Modena 8, ma gode assoluntamente di una propria indipendenza organizzativa e logistica. «Il nostro gruppo nasce come un distaccamento del Sorbara 1 nella nostra parrocchia» ci ha raccontato Alice Bevini, capogruppo del Cognento 1. «Nel 1993 infatti si venne a creare un primo nucleo di rover e scolte appoggiati dall’esperienza di alcuni capi, Alessandro Cesari ed Elisabetta Fiorini in particolare, provenienti da Sorbara ed incoraggiati dall’allora parroco di Cognento, don Franco Malagoli. Dopo un paio di anni di collaborazione tra i due gruppi, in cui la Co.Ca. di Sorbara si impegnò per creare l’ossatura delle nostre unità, formando i nostri ragazzi secondo i valori proposti dal metodo, si arrivò alla creazione del gruppo nell’anno associativo 1994/95. «Durante gli anni poi, quella piccola e giovane comunità di ragazzi cognentesi ha saputo espandersi, portando alla creazione di un gruppo grande ed organizzato che, 6 anni fa, ha raccolto la sfida di generare nella parrocchia di Gesù Redentore il Modena 9. La nostra comunità, fin dai primissimi anni, ha sempre cercato di vivere a strettissimo contatto con la vita parrocchiale, inserendosi sempre di più nel tessuto sociale della piccola, ma viva comunità cognentese. Abbiamo infatti sempre cercato di essere un punto di riferimento ed un vanto per la nostra cittadinanza, impegnandoci nella serrata formazione di scout e cittadini responsabili ed attenti. «Il gruppo, purtroppo, è infatti rimasta ormai l’unica realtà del quartiere ancora capace di attrarre giovani in un percorso educativo e di crescita che li porti all’età adulta, e che non sia solo ristretto alla pura catechesi parrocchiale o alle attività sportive. Siamo infatti una comunità dinamica, pronta a servire e che ha deciso, come dice anche il nostro progetto educativo da poco redatto, di formare dei cittadini, dei buoni cristiani e degli uomini e delle donne della partenza capaci di farsi valere nella vita di tutti i giorni. «Negli ultimi anni purtroppo, probabilmente anche a causa della pandemia, sentiamo che, soprattutto nei ragazzi più giovani, il fuoco che accende nei nostri cuori lo scautismo ogni giorno si sta in un qualche modo spegnendo. «Speriamo infatti che questo grande evento che stiamo vivendo in questi giorni possa essere un momento di cambiamento e che porti i nostri ragazzi a riscoprire le loro radici per guardare con coraggio al futuro. «Come Co.Ca. ci siamo sempre impegnati per dare delle chiavi di lettura attendibili ai nostri giovani, spingendoli a vivere la vita con semplicità e rispetto. «Festeggiamo questo centenario proprio in questa maniera, con semplicità e rispetto, apprezzando quel che siamo, quel che eravamo, quel che saremo: un grande famiglia scout». l P.G. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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