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La protesta

Modena Centro Le Torri, lettera al sindaco: «Spaccio, minacce e paura»

Gabriele Canovi
Modena Centro Le Torri, lettera al sindaco: «Spaccio, minacce e paura»

La denuncia dei residenti del quartiere in una lettera a Muzzarelli e polizia: «Abbiamo timore a uscire di casa, siamo ostaggio di una banda di ragazzini»

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Modena «Ci sentiamo in ostaggio di queste persone: la notte abbiamo paura a uscire e a rientrare a casa. Per non parlare del giorno, cercano di vendere la droga alla luce del sole e le donne sono vittime di violenza verbale».

È questo il grido d’allarme lanciato dal Comitato Le Torri, un gruppo di residenti in via Viterbo che denuncia una situazione ormai diventata «invivibile» a causa del comportamento di alcuni giovani della zona.

Rumori assordanti fino a notte fonda, spaccio, minacce velate e una «consapevolezza di non essere puniti» tra i principali disagi avvertiti dei residenti.

Un clima che ha spinto il comitato a scrivere una lettera aperta al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e alle forze dell’ordine: «Siamo disperati – affermano nella lettera – ogni notte, davvero ogni notte, anche fino alle 4, siamo costretti ad ascoltare grida, urla, musica ad altissimo volume, rumori di clacson di macchine e motorini e persino calci alle saracinesche dei negozi».

La particolarità, però, è che i ragazzi su cui i residenti puntano il dito abitano anche loro in quelle vie: «Sono ragazzi che abitano qui nel quartiere e per questo temiamo eventuali ritorsioni – scrivono nella lettera –. Quando abbiamo provato a chiedergli di fare meno rumore, siamo stati respinti verbalmente con menefreghismo e noncuranza. Sono soliti a scippi o altri atti di micro-criminalità, per non parlare di come riducono le aree verdi pubbliche, trasformate in discariche a cielo aperto».

Tutti disagi, questi, che hanno portato i residenti a scrivere la lettera con l’obiettivo di «denunciare un problema ormai pluriennale di degrado, di sicurezza e di ordine pubblico – scrivono i membri del comitato –. L’esempio più eclatante è quello dello spaccio diurno, con una scuola elementare, un centro estivo ed un'associazione calcistica giovanile nelle vicinanze. Per non parlare delle molestie verbali a sfondo sessuale ad opera di questi "ragazzetti" (anche maggiorenni) nei confronti di donne anziane oltraggiandone dignità e pudore. O ancora minacce di aggressione solo perché si sta camminando sul marciapiede. Non capiamo perché la polizia locale, i carabinieri e il sindaco non intervengano. Addirittura, la polizia locale ha una sede proprio a due passi da qui, ma i loro interventi, quando si verificano, risultano inefficaci e superficiali. Purtroppo, questo quartiere non è la zona residenziale perfetta e pacifica che tutti si immagino».

E, secondo i residenti, a beneficiare di questo immobilismo di istituzioni e polizia sono proprio i giovani della “banda”: «Sono consapevoli dell’assenza di ogni ipotetica conseguenza – ci racconta un residente – e questo li fa sentire nella posizione di chi può alzare costantemente il tiro. D’estate, poi, i disagi si amplificano: non riusciamo a tenere le finestre aperte. Di notte la zona diventa il loro regno, il loro territorio: non si passa».

La denuncia dei residenti, quindi, è doppia: verso chi ormai tormenta la loro vita da anni e verso le istituzioni. «Ci sentiamo soli, abbandonati – scrivono – avete messo le persone in condizioni di diventare omertose, che per paura devono voltare lo sguardo altrove. Siete riusciti a fare sentire le persone oneste in difetto. È paradossale e mortificante sentirsi sempre dire che per noi non c'è tempo. Invece che venire in quartiere solo per fare propaganda, la politica e le autorità dovrebbero essere presenti sul territorio per vedere in prima linea come un bel quartiere come il nostro abbia raggiunto un degrado non più tollerabile. Non siamo più disposti a modificare la nostra vita per adeguarci alla delinquenza di quartiere e non siamo nemmeno più disposti a sentirci trattati così come se fossimo un peso per la politica territoriale e per chi ha il dovere di farci vivere in sicurezza».l


 

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