Modena, lotta all’Alzheimer: una ricerca per aiutare gli anziani
Realizzata dal dottor Villani dell’Ausl con Airalzh
Modena C’è anche una ricerca clinica modenese tra i progetti finanziati dall’Associazione italiana ricerca Alzheimer (Airalzh) attraverso il bando “Agyr 2021”, legati ai corretti stili di vita nella prevenzione della malattia di Alzheimer. A realizzarla è stato il dottor Emanuele Rocco Villani, ricercatore dell’Airalzh e dirigente medico geriatra dell’Ausl di Modena.
In Italia sono circa un milione le persone malate di demenza, la maggior parte delle quali affette da Alzheimer. Questa malattia complessa e multifattoriale, che di solito si sviluppa dopo i 65 anni, ha una forte componente genetica; si ritiene che nella maggior parte dei casi sia causata dall'interazione di diversi fattori di predisposizione genetica con fattori ambientali.
Sebbene la comprensione della malattia continui a migliorare, al momento non esiste una cura. I farmaci disponibili mirano principalmente a rallentare il declino cognitivo e a ridurre alcuni disturbi comportamentali. Per comprendere meglio le origini della malattia, una delle principali sfide della Ricerca è dunque quella di caratterizzare meglio i suoi fattori di rischio identificando i processi fisiopatologici in gioco e, quindi, proporre nuovi bersagli terapeutici.
La ricerca clinica del dottor Villani, dal titolo “Physical activity and aminoacids in MCI: their role in progression towards dementia”, si focalizza sull’interazione dell’attività fisica con i disturbi della memoria nel paziente geriatrico (over 65). La persona anziana, oltre ai disturbi della memoria, potrebbe anche andare incontro alla sarcopenia, una “penuria” di muscolo scheletrico tale da provocare cadute o altri eventi che condizionano in maniera negativa la sua vita. Il progetto, dunque, vuole coniugare un ciclo di attività fisica all’integrazione alimentare con aminoacidi essenziali, da considerarsi come “mattoni” dei muscoli e del cervello, e valutarne nell’arco di due anni il beneficio sinergico sui disturbi della memoria.
«Il progetto è molto pratico – spiega il dottor Villani – perché cerca di integrare linee guida già esistenti. Saranno coinvolti due gruppi di pazienti che ci si attende possano evolvere verso la demenza conclamata nell’arco dei successivi 24 mesi. Trattandosi di over 65, dunque persone a rischio di sarcopenia, è necessario un supporto nutrizionale adeguato. Difficile nell’ambito del progetto fare trattamenti personalizzati, per questo la strada più semplice era ricorrere ad aminoacidi essenziali, gli stessi presenti nel cibo. Il primo step, quindi, è stato sviluppare la formulazione degli aminoacidi essenziali, perché non esisteva un prodotto puro. Ora partiremo con l’attività. Qual è il risultato atteso? Che la velocità di sviluppo della malattia sia più lenta nel gruppo di intervento rispetto a quanto riscontato nel gruppo non sottoposto al progetto. E, ovviamente, che questo rallentamento abbia riscontri precisi. Non sappiamo se otterremo un risultato significativo – conclude Villani – ma la certezza è che questa popolazione potrà essere seguita meglio, anziché solo osservata. Questo è l’aspetto più importante. In tal senso, il finanziamento di Airalzh è fondamentale»l
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