Il mondo della ceramica accende le luci del Cersaie
A Bologna dal 26 al 30 settembre con numeri record
di Gianluca Pedrazzi
Torna il Cersaie. E torna al culmine di una ripresa fortissima, con produzione, ordini in portafoglio e ricavi tutti a livelli record. Ma con davanti una grande incognita su quel che accadrà domani, nei prossimi mesi, con le aziende che accusano i colpi del rincaro energia, fatto di un mix tra geopolitica e speculazione.
Il Cersaie – che dal 26 al 30 settembre va in onda nei padiglioni del quartiere fieristico di Bologna – resta il riferimento mondiale di tutto il settore e i numeri sono ancora più importanti. Il Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno, è la più importante vetrina internazionale del settore ceramico e arredobagno ed accoglie professionisti della distribuzione, architetti, designer di interni, progettisti e grandi società di costruzione provenienti dai cinque continenti. Le aree espositive che si trovano sono: piastrelle di ceramica, apparecchiature igienico-sanitarie, arredobagno, materie prime, attrezzature per prodotti ceramici, attrezzature e materiali per la posa e l’esposizione di prodotti ceramici, arredoceramica e caminetti.
Complessivamente sono 263 le aziende in Italia, che occupano 26.537 addetti diretti e fatturano 7,5 miliardi di euro. L’internazionalizzazione produttiva in Europa e Nord America di aziende controllate da ceramiche italiane supera i 900 milioni di euro di vendite. E il Distretto di Sassuolo fa da sempre la parte del leone.
Sono 131 le imprese presenti nella penisola, che nel corso del 2021 hanno prodotto 435,3 milioni di metri quadrati (+8,6% sul 2019), e dove sono occupati 18.528 addetti. Le vendite complessive sono state di 455,3 milioni di metri quadrati (+11,9%). In Italia superano i 91 milioni di metri quadrati (+9,2%) mentre l’export raggiunge 364,1 milioni di metri quadrati (+11,9%). Il fatturato totale delle aziende italiane di piastrelle supera i 6,16 miliardi di euro (+15,4%), per 5,2 miliardi frutto delle esportazioni (+15,3%; quota dell’86% sul fatturato) e per 967 milioni di euro da vendite in Italia.
Trenta le aziende produttrici di ceramica sanitaria, di cui 27 localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo). L’occupazione è di 2.663 dipendenti diretti, la produzione è stata pari a 4 milioni di pezzi. Il fatturato è di 368,8 milioni di euro, con vendite all’estero pari al 45%.
A questi settori è legata l’industria dei materiali refrattari: 31 aziende attive nella produzione di materiali che occupano 1.697 addetti, con una produzione di 353.500 tonnellate. Il fatturato 2021 è stato in recupero rispetto ai dodici mesi precedenti (381,6 milioni di euro, +19,4%) e deriva da vendite sul territorio nazionale per oltre 176 milioni di euro, l’export incide per 205 milioni.
Il comparto dei produttori italiani di laterizi ha 62 imprese e 3.000 addetti: nel 2021 il fatturato è stato di 500 milioni di euro, principalmente realizzato sul mercato italiano. La produzione è di 4,5 milioni di tonnellate.
Stoviglie in ceramica: le 9 aziende del comparto occupano 649 dipendenti, per una produzione di 10.600 tonnellate.
L’attività sul mercato domestico rappresenta il 78%. Il fatturato 2021 è pari a 47,2 milioni di euro, di cui il 66% realizzato in Italia.
«La ceramica italiana ha chiuso il 2021 con una crescita dei fatturati, Italia ed estero, superiore al 15% rispetto a 2019. I primi mesi di quest’anno hanno confermato la crescita a doppia cifra, a cui però si affianca l’esplosione nei costi dei fattori produttivi – commenta i dati Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica –. Il gas naturale avrà una extra bolletta annua per l’intero settore nell’ordine dei 900 milioni di euro, i pallet in legno sono già aumentati del +224%, i cartoni per imballaggio del +180%, mentre i noli marittimi hanno quintuplicato il prezzo. La possibilità di trasferire sui prezzi questi aumenti ha oggettivamente dei limiti e sta creando fortissime tensioni nella marginalità aziendale. Viviamo una fase in cui la domanda dei nostri prodotti sta tenendo e stiamo, paradossalmente, attraversando una crisi dal lato delle forniture di dimensioni inimmaginabili. Il Governo Draghi ha destinato risorse importanti a famiglie ed imprese per contrastare il caro energia, che però riducono solo del 12% l’incremento annuo stimato per la ceramica. Tali misure hanno peraltro regolato i primi due trimestri ed è necessaria una loro proroga fino a fine dell’anno. Sul versante degli interventi strutturali, fondamentale è la previsione di una gas release di 2,2 miliardi di metri cubi nell’estrazione nazionale, da destinarsi a prezzi equi ai settori gas intensive maggiormente esposti alla concorrenza internazionale. Questo deve essere un nuovo punto di partenza per un più ampio utilizzo delle risorse nazionali. È necessaria una riforma del sistema delle Emission Trading per tutelare imprese e lavoro proprio in quei settori che, come la ceramica, hanno investito in maggior misura nelle tecnologie ambientali più avanzate e che, paradossalmente, risultano essere quelli maggiormente colpiti da un sistema sempre più condizionato dagli effetti della speculazione finanziaria».l
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