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Minori 'ingaggiati' per spacciare, dieci in carcere a Modena – I retroscena dell’indagine

 Minori 'ingaggiati' per spacciare, dieci in carcere a Modena – I retroscena dell’indagine

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MODENA  Minorenni non accompagnati, prevalentemente di nazionalità tunisina e anche marocchina, che una volta giunti a Modena ed affidati a strutture per la loro accoglienza, fuggivano dalle stesse e venivano puntualmente coinvolti nella rete di spaccio diffusa nelle zone più sensibili al problema della città emiliana (dalla stazione delle corriere al parco Novi Sad). Documentate centinaia di cessioni di stupefacenti tra intercettazioni telefoniche e riprese video.

È da alcune segnalazioni arrivate dal Comune, attraverso i servizi sociali e la polizia locale, che la squadra mobile, coordinata dalla procura di Modena e anche da quella per i minori di Bologna, ha condotto un'indagine oggi concretizzatasi in un'ordinanza di custodia cautelare per 18 indagati (10 in carcere e per 8 il divieto di dimora): le ipotesi parlano di detenzione e cessione continuata di sostanze stupefacenti, cocaina ed hascisc, tra marzo e settembre 2021 in città.

"Sono state impiegate sessanta unità tra polizia di Stato e polizia locale - spiega Mario Paternoster, capo della mobile - e anche un reparto in volo. L'indagine è nata da una precedente che era concentrata sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. Avevamo notato come questi minori una volta che giungevano a Modena si allontanavano volontariamente dalle comunità in cui erano ospitati e si dedicavano o meglio venivano dedicati ad attività di spaccio. Nella rete c'erano i soggetti principali che provvedevano all'acquisto degli stupefacenti e poi c'era una filiera che attraverso questi 'centralinisti', che ricevevano le telefonate, provvedevano a rifornire i vari clienti".

Durante le perquisizioni in un'abitazione sono stati rinvenuti 380 grammi di cocaina e 23mila euro in contanti. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 32mila euro e 400 grammi di stupefacente. Due dei destinatari della misura cautelare in carcere sono stati rintracciati ad Asti e Macerata.

CONGRATULAZIONI E SODDISFAZIONE DEL SINDACO

Soddisfazione e gratitudine a nome di tutta la comunità modenese per l’esito dell’operazione della notte scorsa contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, coordinata dalla Procura della Repubblica e frutto di una stretta e proficua collaborazione tra Istituzioni.

Ad esprimerle è il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che nel ringraziare gli agenti della Squadra Mobile e gli operatori della Polizia locale che hanno partecipato all’attività d’indagine, oltre che all’esecuzione delle misure emesse dal Gip del Tribunale, sottolinea anche il ruolo dei Servizi sociali e delle comunità di accoglienza di quelli che allora erano minori stranieri non accompagnati, nel contrastare e prevenire l’illegalità segnalando ogni condotta illecita.

Proprio dalle circostanziate segnalazioni circa le criticità di presa in carico rispetto a diversi minori stranieri non accompagnati (oggi tutti maggiorenni) di nazionalità tunisina a causa del grave rischio devianza degli stessi, è scaturita l’attività investigativa della Questura.

Già allora – scrivendo a Prefetto, Questore e Procura dei Minori presso il Tribunale di Bologna - il sindaco esprimeva preoccupazione per un tema di sfruttamento legato ai flussi migratori, sia in termini di sicurezza dell’intero contesto comunitario che per la necessità di proteggere gli altri minori in tutela al Comune dal rischio di essere coinvolti in reti devianti. Muzzarelli sottolineava quindi la necessità di un approccio multidisciplinare e l’intervento coeso di tutte le istituzioni coinvolte. “Come constatiamo anche oggi – afferma il sindaco – il lavoro di squadra funziona, con questa convinzione abbiamo rinnovato il Patto per Modena sicura. Di fronte al perdurare di certe criticità e all’incertezza del contesto sociale ed economico mondiale, non possiamo abbassare la guardia, ma anzi occorre individuare insieme nuove strategie condivise per contrastare i fenomeni di illegalità e costruire percorsi di vera integrazione”.

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