Modena, anziana truffata in auto: la fanno accostare e poi la derubano
Mentre una donna incinta le chiedeva aiuto, il complice le ha portato via la borsa
Modena Prima l’hanno fatta fermare fingendo un’emergenza, poi, dopo averla distratta con la scusa di un’informazione per una visita urgente, le hanno rubato la borsetta, per fuggire prima che lei se ne accorgesse. L’ennesima truffa in città è andata a segno a San Damaso e ha preso di mira un’anziana modenese, fermata con l’auto e derubata.
L’episodio è avvenuto mercoledì mattina, quando la donna stava viaggiando in auto, spostandosi da San Damaso a Modena est. Mentre guidava, l’anziana signora è stata avvicinata da un’altra auto, che ha iniziato ad azionare gli abbaglianti per chiedere attenzione, mentre le due persone che si trovavano nell’abitacolo facevano una serie di gesti per chiedere aiuto. A quel punto, la signora ha accostato pensando che si trattasse di un’emergenza, e dall’altra macchina è scesa una donna, presumibilmente incinta, che le si è avvicinata trafelata, chiedendo con urgenza dove fosse Modena est e adducendo la scusa di una visita medica.
Allarmata, l’anziana automobilista si è sentita in dovere di aiutare la ragazza, spiegandole passo passo come arrivare a destinazione.
Nel frattempo, mentre le due donne parlavano, il complice ha avuto campo libero per infilare il braccio in macchina - il finestrino era aperto - e afferrare la borsetta della signora dal sedile del passeggero.
I due se ne sono quindi andati ringraziando la signora, che non ha potuto fare altro che realizzare quello che era successo al momento di ripartire, quando la coppia era già sfrecciata via.
Del resto, quella della richiesta di informazioni urgenti è una scusa spesso utilizzata dai truffatori per mettere a segna i loro colpi. Nelle scorse settimane, casi simili erano stati segnalati nella zona di Paganine, dove una signora è stata seguita da una coppia dopo aver fatto la spesa e fatta fermare con una scusa. In questo caso la signora è riuscita a evitare il furto, anche perché la tipologia di reato era stata segnalata nella chat di vicinato, mettendo in guardia i residenti. l
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