Agroalimentare,un miliardo al Piano di sviluppo rurale
Fino al 2027 per competitività, ambiente e innovazione
i Gianluca Pedrazzi
Dimenticatevi l’immagine datata di un’economia di serie B. Non al passo con i tempi. Fatta solo di fatica e sudore. Adesso (e già da molto tempo) c’è dell’altro e a dimostrarlo è quella tendenza certificata da tutte le indagini di un ritorno dei giovani all’agricoltura. E quando i giovani tornano portano idee, entusiasmo. In una parola: futuro.
L’agricoltura oggi è un mix fatto di tradizione, radici profonde, ma anche investimenti, tecnologie, utilizzo di sistemi satellitari (l’ultima trovata sono i droni nella raccolta della frutta o nei trattamenti ad hoc) che va di pari passo con l’asticella della ricerca della qualità nella produzione che si è alzata sensibilmente negli ultimi anni. Il frutto per una regione come l’Emilia Romagna è l’eccellenza in prodotti unici al mondo.
È per questo che la Regione stanzia un miliardo di euro per l’agroalimentare, settore fondamentale per l’economia regionale e il Made in Italy. Ammontano infatti a 913,2 milioni di euro i fondi per lo sviluppo rurale da qui al 2027, cifra che piazza la regione al primo posto per valore delle risorse ottenute fra quelle del Centro-Nord: il 40% dall’Europa, quasi 372 milioni, e il restante 60% fra finanziamento statale (379 milioni) e regionale (162,5 milioni).
Si tratta di oltre 132 milioni di euro in più rispetto alla programmazione europea 2014-20, considerati nel nuovo settennato 2021-27 anche i due anni del Psr di transizione 2021 e 2022.
La Regione ha definito progetti e priorità di utilizzo dei fondi, approvando la delibera sul Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale del Piano strategico della Pac 2023-2027. Tre le macro-aree di intervento: competitività, reddito delle imprese e la buona occupazione, cui andranno 286 milioni di euro (31,33% del totale); sostenibilità ambientale dei processi produttivi e delle colture, 404 milioni, pari al 44,25% delle risorse, e quindi la quota maggiore; sviluppo equilibrato dei territori, a partire dalle aree montane e interne, con 149 milioni di euro (16,32%). Sono poi previste azioni sull’innovazione digitale in agricoltura a tutte le aree di intervento, per le quali sono disponibili 51 milioni (5,58%).
«Con la nuova programmazione – spiega il presidente Bonaccini – puntiamo ad accompagnare l’agricoltura regionale verso una maggiore sostenibilità e innovazione digitale e tecnologica, a tutela della qualità che la contraddistingue, ma anche a dare un sostegno concreto al settore nel pieno della crisi energetica, con i prezzi di gas e materie prime alle stelle, e con gli effetti combinati del cambiamento climatico e della pandemia negli ultimi due anni. E siccome bisogna agire con rapidità, spingeremo sulla semplificazione dei procedimenti per le imprese».
Nell’elaborare la propria strategia, la Regione ha tenuto conto del Piano Nazionale di Riforma e Resilienza (Pnrr), che, in un’ottica di sostenibilità globale, destina risorse straordinarie ai settori agricolo, agroalimentare e dello sviluppo del territorio (oltre 10 miliardi di euro a livello nazionale).
«L’impegno per il periodo 2023-27 che la Regione si trova ad affrontare è sostenere il sistema agricolo, agroindustriale regionale e i territori rurali nel perseguimento degli innovativi e ambiziosi obiettivi definiti della nuova politica agricola comunitari – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – in una congiuntura internazionale di grande difficoltà. Rispetto agli obiettivi comunitari che prevedono almeno il 35% su interventi per agroambiente e clima, l’Emilia-Romagna ha raggiunto il 44%, mentre sopra le soglie europee sono anche le risorse destinate ai partenariati pubblico-privati che operano prevalentemente in aree interne e montane, dove, fra risorse dirette e indirette, si concentrerà il 40% in più dei fondi: una chiara scelta politica, di tutela e promozione dei territori fragili».
Cosa devono aspettarsi imprese e mondo agricolo emiliano-romagnolo dai nuovi obiettivi del Piano di sviluppo rurale?
Il documento prevede tre aree principali di intervento: competitività, sostenibilità ambientale e sviluppo equilibrato dei territori. Più una trasversale che riguarda la sfida digitale in agricoltura e l’innovazione nelle aree rurali che interessa tutti i capitoli del Programma.
Il primo obiettivo di competitività potrà contare su risorse complessive per oltre 286 milioni di euro (31,33 % del totale), di cui 176 milioni per investimenti che attiveranno interventi privati per altri 216 milioni di euro.
Il secondo, che riguarda la sostenibilità ambientale, ha una dotazione di oltre 404 milioni di euro (44,25%), di cui 326 milioni per interventi a superficie o a capo e oltre 77,7 milioni per investimenti di natura ambientale che attivano oltre 26 milioni di investimenti privati. Per lo sviluppo equilibrato dei territori, 149 milioni di euro (16,32% ).
Le azioni per sostenere innovazione e sfida digitale in agricoltura e nelle aree rurali sono trasversali a tutte le aree di intervento. Vanno sotto l’etichetta di Akis (Agricultural knowledge and innovation system) e hanno un budget complessivo di circa 51 milioni di euro, il 5,58% delle risorse totali.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

