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Metà regione è verde

Un maxi impianto per l'irrigazione
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Un maxi impianto per l'irrigazione

L'agricoltura occupa metà della superficie dell'Emilia Romagna. Oltre 53mila aziende e c'è un ritorno dei giovani al settore con nuovi investimenti

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Quante sono le aziende agricole in Emilia Romagna. Quanta superficie occupano e lavorano a fianco della Via Emilia? E quale e come è cambiato il loro profilo?

Stando al settimo Censimento generale dell’agricoltura a ottobre 2020 in Emilia-Romagna erano 53.753 le aziende agricole con una superficie agricola utilizzata (Sau) di un milione 45 mila ettari (pari al 46,6% della superficie complessiva regionale). In Italia le aziende agricole attive sono 1.133.023 con una Sau di 12 milioni 537 mila ettari. I risultati del Censimento forniscono un quadro informativo statistico sulla struttura del sistema agricolo e zootecnico a livello nazionale, regionale e locale.

Inoltre, i dati sono comparabili tra gli Stati membri e indispensabili al monitoraggio delle politiche agricole e di sviluppo rurale della Comunità europea. La nostra regione con le sue aziende agricole, rappresenta il 4,7% del totale nazionale in termini di numero di aziende e l’8,3% in termini di Sau.

Il confronto con i censimenti precedenti, sebbene risenta di modifiche nel campo di osservazione, conferma il processo di concentrazione in atto nel settore agricolo. A partire dal 1982 – censimento con dati sostanzialmente comparabili con quelli del 2020 – si osservano cali sistematicamente più sostenuti del numero delle aziende rispetto alla Sau.

Nei quasi 40 anni intercorsi le aziende sono diminuite del 68,7%, la Sau del 19% (-63,8% e -20,8%, rispettivamente, a livello nazionale). In vent’anni lungo la Via Emilia le aziende sono calate del 26,8% (erano 73.466) mentre la Sau è calata sì ma solo dell’1,8% (era un milione 64 mila ettari), decisamente inferiore a quella registrata nel decennio precedente (-5,8%). In Italia le aziende sono diminuite del 30,1% e la Sau del 2,5% (calo, quest’ultimo, in linea con quello nel decennio precedente); nel Nord-Est le flessioni sono del 25,6 per le aziende e del 1,7 per la Sau, variazioni in linea con quelle dell’Emilia-Romagna.

Per la Sau si osservano andamenti differenziati con aumenti in otto regioni (fra cui Lombardia e Veneto) e riduzioni superiori al 10% nelle province autonome di Bolzano e Trento, in Toscana e in Basilicata.

Un dato va in controtendenza ed è l’effetto del calo del numero delle aziende attive: aumenta, infatti, la dimensione media delle imprese. La Sau media si attesta nel 2020 a circa 19,4 ettari, con aumenti di circa 5 ettari rispetto al 2010 e 10 ettari sul 2000. La dimensione media è tra le più elevate fra le regioni italiane e decisamente superiore ai valori nazionale (11,1 ettari) e del Nord-est (circa 13 ettari).

L’aumento rispetto al 2010 segue solo quelli registrati da Valle d’Aosta e Sardegna. In merito alla forma giuridica, a livello Italia si osserva una riduzione delle aziende a conduzione individuale o familiare (-32%) e un forte aumento delle società di capitali (+42,4%), le prime rappresentano ancora il profilo giuridico più diffuso nell’agricoltura italiana (93,5%), mentre per il titolo di possesso dei terreni, si registra una diminuzione dei terreni in solo proprietà (-44,1%) rispetto a una forte crescita dell’affitto (+49,7%) e dell’affitto insieme all’uso gratuito (+116,2%).

Le aziende agricole emiliano-romagnole che due anni fa hanno dichiarato di possedere capi di bestiame erano 10.484 (19,5% sul totale delle aziende regionali complessive e rappresentano il 4,9% del totale nazionale del comparto zootecnico).

Un ulteriore dato interessante per l’Emilia-Romagna è relativo all’innovazione. Agli investimenti nell’ambito dell’agricoltura di precisione, ricerca e sviluppo intra ed extra-muros, acquisizione di macchinari, attrezzature, hardware e software tecnologicamente avanzati o di altre tecnologie.

A livello nazionale l’11% delle aziende agricole ha dichiarato di aver effettuato almeno un investimento innovativo nel triennio. Ma l’Emilia-Romagna è al 22,2% e si colloca decisamente sopra la media nazionale, dopo Bolzano (45,6%), Trento (32%) e Piemonte (23,2%). Glp l

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