Modena Chirurgia robotica, realtà virtuali la medicina del futuro è in Fiera
Alla vetrina del biomedicale B.T. Expo Shomed tanti buyer e visitatori
MODENA In un mondo e in un futuro dove a vincere sono le eccellenze, in prospettiva può solo crescere. Diventare davvero un riferimento internazionale per tutto il settore della salute. Se non si sfruttano le nostre eccellenze come il biomedicale, come il Distretto di Mirandola promuovendolo e facendolo conoscere sul serio e non solo quando lo si scopre e gli si chiede aiuto perché c’è una emergenza pandemica con cui fare i conti, come si pensa di fare crescere economia e territorio? Così anno dopo anno “B.T. Expo Shomed”, la fiera dedicata al settore delle tecnologie biomedicali ospitata fino ad oggi nel polo fieristico di viale Virgilio, cresce e inizia a mettere a segno numeri importanti.
Numerosi i buyer, gli addetti ai lavori e anche tanti i giovani, provenienti in particolare dal mondo universitario e degli Istituti Tecnici Superiori, che ieri hanno visitato i 56 stand corrispondenti ad altrettante aziende del biomedicale che hanno voluto essere presenti alla due giorni dell’evento (solo due giorni? Un po’ pochi per fare parlare davvero di sè quando i temi di cui parlare e di estrema attualità potrebbero essere una marea) .
«La principale sfida di oggi - ha detto il professor Luigi Rovati di Unimore e del Tecnopolo mirandolese - è l’avvicinamento delle due traiettorie, ingegneristiche e mediche, ormai inevitabile. Tutti i giorni la medicina utilizza della strumentazione di alto livello con tecnologie avanzatissime. Quello che stiamo cercando di fare è rendere questa tecnologia da un lato il più possibile comprensibile agli operatori medici, dall’altro efficace e personalizzabile per il paziente. Quindi l’attenzione è massima sulla cura a domicilio tramite la medicina da remoto».
Argomenti di grande attualità e destinati a segnare il futuro della medicina aprendo nuove prospettive di lavoro e di studio per ricercatori e studenti, e già oggi un must nella destinazione degli investimenti delle aziende del biomedicale.
Sei le regioni rappresentate con il 43% delle imprese che provengono dal Distretto di Mirandola, se si escludono le start up e gli espositori liberi professionisti legati al biomedicale o a settori che, comunque, lavorano a stretto contatto con questa tipologia di imprese. Aziende e multinazionali che devono fare i conti con il contesto normativo in cui il settore si colloca, dopo l’introduzione dei regolamenti europei che modificano e disciplinano il sistema dei dispositivi medici (tenendo conto degli sviluppi degli ultimi vent'anni), con l’obiettivo di garantire un quadro normativo solido, idoneo a mantenere un elevato livello di sicurezza.
«La Commissione Europea ha deciso di posticipare l’entrata in vigore dell’applicazione nel 2021. L’impatto del regolameno europeo 745 Mdr sui nostri dispositivi è molto forte, ci avvicina alle regolamentazioni più importanti e più pesanti per l’immissione sul mercato americano o cinese, ponendo i produttori europei in una situazione di difficoltà. Adesso tutti insieme dobbiamo accogliere questa sfida comune ed essere allineati al livello di tutti i Paesi europei che hanno raggiunto o che stanno raggiungendo questo traguardo», ammonisce Giuliana Gavioli, componente del comitato organizzatore dell’evento, vicepresidente della Fondazione Democenter con delega al Tecnopolo “Veronesi” e top manager di una multinazionale come B Braun che, a Mirandola , ha uno degli stabilimenti più importanti.
Nuove tecnologie per la salute ma anche prospettive, discussioni sul futuro che attende il settore e che ricade sulla “pelle” dei cittadini. Che sapranno ben poco di bioprinting, realtà aumentate e virtuali da utilizzare in ambito cardiovascolare, chirurgia robotica (ecco i temi di convegni di cui si parlerà oggi nella seconda e ultima giornata dell’evento), ma che a Modena Fiera possono toccare con mano la medicina del futuro e le tecnologie al suo servizio.l
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