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Carpi. Appello del sindaco alla Regione: «Pronto soccorso a rischio chiusura»

Gabriele Canovi
Carpi. Appello del sindaco alla Regione: «Pronto soccorso a rischio chiusura»

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CARPI Prima una lettera indirizzata alla Regione e firmata dal sindaco di Carpi Alberto Bellelli. Poi la nota dell’Azienda Usl e un’interrogazione del Partito democratico depositata in Regione.

Il minimo comune denominatore? L’ospedale Ramazzini di Carpi. Ad accendere il caso la notizia che per tutto il mese di ottobre, il Pronto soccorso carpigiano avrà a disposizione un solo medico durante il turno notturno. Il primo cittadino di Carpi, scrivendo alla Regione, senza troppi giri di parole ammette: «Basta un imprevisto e il Pronto soccorso rischia di chiudere. Cosa succede se all'esiguità attuale della dotazione di medici si aggiungessero assenze legate a malattie e ai necessari turni di riposo? ».

L’allarme lanciato dal sindaco è reale, che poi prosegue: «Durante l'incontro con i vertici dell'Azienda non sono stati proposti interventi di breve termine e questo ci fa pensare che la situazione in essere, con la presenza di un solo medico notturno, perdurerà ben oltre il mese di ottobre. Ad un'alta criticità che fotografa un servizio con i tempi di attesa più elevati nel contesto regionale, si aggiunge ora una precarietà insostenibile aggravata dalla crescita dei numeri di positivi al Covid. La stessa condizione di difficoltà si evidenzia da tempo anche per il personale del comparto infermieristico.

C’è grande preoccupazione da parte della comunità di Carpi: ad una condizione di difficoltà per i numeri del personale nota da tempo, comune ad altre realtà, si aggiunge la sostanziale inefficacia dell'ultimo strumento messo in campo, vale a dire il reperimento di figure mediche somministrate tramite rapporto con la Cooperativa.

Si tratta – conclude il sindaco – di una situazione assolutamente non sostenibile per un presidio emergenziale punto di riferimento di un bacino che supera i 100mila abitanti e che per numero di accessi si attesta tra i primi nella rete ospedaliera provinciale con 50mila accessi annui». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’interrogazione alla regione del Pd a firma dei consiglieri Luca Sabattini (primo firmatario), Francesca Maletti e Palma Costi che invita a «risolvere i problemi dovuti alla carenza di personale».

«Per quanto riguarda il Pronto soccorso di Carpi – affermano i Dem – si rilevano criticità anche per il reclutamento delle risorse umane e per le condizioni di lavoro che sono tali da non garantire un servizio adeguato a causa dei mancati riposi e dello stress. Stress evidenziato anche da gravi episodi di aggressione da parte di utenti del Pronto soccorso nei confronti del personale sanitario».

I consiglieri Pd ricordano inoltre come «il personale medico operativo all'interno del pronto soccorso dell'ospedale di Carpi è costituito da un direttore, 4 medici ospedalieri, due Met (medici di emergenza territoriale), un medico con contratto di libera professione e dal personale derivante da un accordo stipulato con una cooperativa di medici che copre circa 20 notti al mese». Ciò che chiede l’atto ispettivo è sapere «quali azioni si siano intraprese o si intenda intraprendere per far fronte all'enorme problema di risorse umane».

Immediata la risposta dell’Ausl: «Attualmente, questo sforzo organizzativo ha portato alla copertura di diversi turni notturni nel mese di ottobre con la presenza di due medici, in particolare nell’orario di maggior afflusso di pazienti, tra le 20 e le 24. Inoltre, è utile precisare che il Pronto soccorso, inserito all’interno della struttura ospedaliera, può contare sul forte supporto dei professionisti delle altre specialità».

Dunque, saranno sì presenti due medici, ma non in tutti i giorni e nemmeno durante tutta la fascia oraria notturna. L’Ausl ci tiene però a ribadire che «la situazione legata alla grave carenza di risorse è costantemente presidiata» e che «continuerà a ricercare risorse attraverso una serie di azioni».

Quali? «Una costante indizione di procedure selettive; la pubblicazione di bandi di mobilità; un percorso di cooperazione tra i servizi di Pronto soccorso delle tre aziende sanitarie della provincia per la copertura di turni all’interno del Dipartimento interaziendale di emergenza-urgenza; un bando esterno per la fornitura di servizi medici; progetti di incentivazione economica nei confronti del personale medico e lo scorrimento di graduatorie di concorso di altre aziende Usl della regione».l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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