Modena. Bande giovanili e il progetto "Educativa di strada": dalle piazze ai pub per contrastare i fenomeni devianti
Il nuovo progetto di sensibilizzazione e prevenzione voluto dall’amministrazione comunale di Modena
MODENA Il nuovo servizio di educativa di strada promosso dal Comune di Modena sarà ancora più “itinerante” e, tra le varie azioni, prevederà un numero superiore, rispetto al passato, di incontri nei quartieri e nelle frazioni, con l’obiettivo di continuare a far conoscere ai giovani i servizi e le opportunità del territorio e per attivare ulteriori collaborazioni con gruppi informali presenti in città.
Lo ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Andrea Bortolamasi rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione di Vittorio Reggiani (Pd). L’istanza si concentrava sui risultati raggiunti dalla realizzazione di attività integrate di educativa di strada e di prossimità rivolte agli under30 e sui progetti futuri di questo servizio finalizzato anche a contrastare eventuali devianze che possono interessare le fasce giovanili della popolazione, come quelle emerse di recente a seguito della denuncia alla Procura distrettuale per i minorenni di 21 ragazzi modenesi accusati di vari reati per rissa, rapina, furto e danneggiamento commessi negli ultimi mesi.
L’iniziativa si inserisce nel percorso, avviato da anni dall’amministrazione, dei servizi di prossimità volti alla conoscenza delle realtà giovanili e al dialogo con i ragazzi nei luoghi di aggregazione informale (strade, piazze, parchi) e del divertimento notturno (pub, discoteche, circoli), pure allo scopo di raccogliere testimonianze su fenomeni di bullismo, informare sulle opportunità, incentivarne una comunicazione positiva con la città e promuovere sani stili di vita. «Inoltre - ha precisato l’assessore - rappresenta uno degli assi di intervento delle linee di indirizzo delle Politiche giovanili adottate un anno fa dal Comune, che prevedono proprio il rafforzamento dell’educativa di strada». Il nuovo progetto di educativa di strada è stato elaborato da un gruppo operativo coordinato e dovrà riguardare lo sviluppo di esperienze di prossimità, da svolgersi in strade, piazze e parchi di Modena, a partire dai luoghi della “movida”, che tengano conto delle esigenze e delle problematiche della popolazione giovanile e utilizzino, in un’ottica non assistenziale, metodologie e strumenti nuovi e integrati. Attraverso il monitoraggio dei luoghi di aggregazione, inoltre, l’operatore dovrà sviluppare progettualità specifiche con gruppi di giovani intercettati sul territorio supportandoli nell’elaborazione di azioni concrete e sostenibili.l
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