Sassuolo Centro anti-violenza “Tina”: le vittime cresciute del 350%
Nel 2018 la struttura ne accoglieva “solo” 34, ora sono 128
MODENA «Chi vi chiede il pin del telefonino e non vi da il suo, chi vi chiede di non uscire e poi esce, chi vi limita nei movimenti e poi si sente libero di fare ciò che vuole non vi ama, anche se a parole lo dice. Crescete da sole, acquisite indipendenza e poi potrete fare quello che volete voi, senza imposizioni».
È stato questo, tra gli altri il passaggio chiave di Roberta Bruzzone, la criminologa intervenuta al convegno “Io di te non ho paura: presente e futuro del codice rosso”, tenutosi ieri mattina al Crogiolo Marazzi di Sassuolo.
Bruzzone si rivolgeva alle studentesse dell'istituto Morante, presenti in una sala occupata da oltre 400 persone, tra forze dell'ordine, avvocati (serviva anche come credito formativo) e tanti rappresentanti delle istituzioni. Il consiglio ha avuto come risposta un lungo applauso da parte delle ragazze ma anche dal resto della platea.
Sulla violenza e su codici e leggi, Bruzzone ha detto che «ce ne sono ma servono a poco, come le pene, perché quello che c'è nella testa di un assassino non scompare, nemmeno dopo anni di carcere. La guerra che dobbiamo combattere è una guerra culturale della quale non vedremo forse la fine. Serve crescere e far crescere quella piccola percentuale di donne che oggi trova la forza di denunciare».
Significativi i numeri del centro antiviolenza “Tina” dell’Unione fondato 4 anni fa. Nel secondo semestre del 2018 sono state accolte 34 donne; nel 2019 sono salite ad 82, l'anno dopo a 98 e lo scorso anno 109 (delle quali 16 di Fiorano, 15 di Formigine, 13 di Maranello, 3 di Prignano e 44 di Sassuolo, con 18 da fuori distretto); quest'anno, al 30 settembre scorso, il dato ha già raggiunto le 128 unità.
«Si tratta di numeri che fanno capire quanto alta è la necessità – ha detto la dirigente dei servizi sociali dell'Unione dei Comuni Cristina Plessi, – e quanto c'è ancora da fare». «Sono state aumentate le tutele – ha detto il vice procuratore di Modena Giuseppe Di Giorgio – ma ancora non si ferma la crescita delle violenze».
«Questi appuntamenti che ci portano in giro per l'Italia – ha detto il presidente dell'associazione “La caramella buona”, organizzatrice dell'evento, Roberto Mirabile – sono importanti per sensibilizzare la popolazione ma noi crediamo che avere contatti che i più giovani, sia basilare per far crescere l'autostima delle donne e far calare il numero dei reati». In sala, oltre a Plessi, Di Giorgio e Mirabile, anche il prefetto di Modena Alessandra Camporota, il questore Silvia Burdese, l'avvocato penalista Enrico Fontana, i sindaci dell'Unione, capitanati da Francesco Menani di Sassuolo e tanti agenti della polizia locale dei Comuni, tra cui la comandante di Sassuolo Roberta Prandi, ideatrice dell'iniziativa.
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