Carpi Lo schianto, poi l’aggressione E le minacce di morte ai medici
Notte di caos al Pronto soccorso dopo l’incidente di via Nuova Ponente Una trentina di familiari dei feriti ha aggredito verbalmente il personale
MODENA Prima sono corsi sul luogo dello schianto che ha visto coinvolti tre familiari. Poi hanno aggredito verbalmente operatori sanitari e forze dell’ordine giunti sul posto con offese e minacce. Da lì hanno caricato in macchina uno dei feriti, sfrecciando via con l’intento di portarlo in “prima persona” al Pronto soccorso del Ramazzini. Dove è iniziato l’atto secondo della spedizione.
Lì, oltre una trentina di loro ha offeso e minacciato medici e operatori sanitari presenti. Alcuni di loro persino con minacce di morte che alludevano a possibili armi da fuoco. Un assedio in piena regola, forse avvallato dallo stato di ebbrezza di alcuni stando alle testimonianze, contro il personale del Pronto soccorso che si è ritrovato obbligato a interrompere il pubblico servizio per gestire la complessa situazione e allertare le forze dell’ordine.
È il racconto della movimentata serata di lunedì, prima in via Nuova Ponente e poi al Ramazzini, dove una trentina di sinti, che dovrebbero provenire dal campo della frazione reggiana di Mandrio, ha minacciato e aggredito il personale sanitario arrivato sul luogo dell’incidente, così come gli operatori di turno all’ospedale. Ostacolando di fatto l’attività dei professionisti e creando non poche difficoltà nell’assistenza dei cittadini presenti in sala d’attesa e negli ambulatori.
Volevano che i loro familiari venissero assistiti con prontezza e accusavano i medici di non starlo facendo. Questo forse il motivo della furia con cui alcuni di loro si sono precipitati in via Nuova Ponente, offendendo i sanitari presenti e caricando sulla loro auto uno dei tre feriti per portarlo al Ramazzini. Un’auto rossa si è catapultata sul luogo, fermandosi con una forte frenata a pochi metri dall’ambulanza. Dalla vettura è sceso un uomo che avrebbe urlato “Lo porto io all’ospedale, lo porto io”. Nel mentre volavano offese a sanitari e poliziotti al grido di “merde”. Qualcun altro, invece, provava a placare gli animi urlando “Smettila che sennò ti mettono in galera”. Il tutto sul luogo dello schianto.
Secondo le prime ricostruzioni, i tre sinti del Reggiano, maschi di 21, 28 e 35 anni che stavano viaggiando su una Nissan Juke nera, si sarebbero scontrati, alle 21 in un frontale, con una Citroen grigia condotta da una 28enne. La Nissan, che proveniva dall’acquedotto verso la tangenziale, ha terminato la sua corsa contro un albero del parchetto di via Nuova Ponente. Un impatto forte, e doppio, che ha provocato la rottura dell’anteriore e del parabrezza. La dinamica dello schianto è ancora al vaglio della polizia locale.
Dopo l’incidente i due al volante sono stati trasportati all’ospedale di Baggiovara, mentre i due passeggeri della Nissan, solo lievemente feriti, al Pronto soccorso del Ramazzini. Più serie, rispetto ai due passeggeri della Juke, le condizioni dei due conducenti, ma dall’Azienda ospedaliera informano che il loro quadro clinico non è grave.
Com’è facile immaginare, non sono stati i pochi i problemi riscontarti dagli operatori del Ramazzini quando si sono visti arrivare decine e decine di persone da ogni lato e angolo della struttura che non rispettavano tempi e luoghi d’attesa. Disagi recati anche agli altri utenti e pazienti che si trovavano nella sala d’attesa del Ramazzini, spaventate e scosse dalla furia. Un uragano di urla e minacce fermato dall’intervento delle forze dell’ordine, allertate dagli operatori sanitari che hanno rischiato di dover interrompere la loro attività per assenza di sicurezza.
Secondo alcune testimonianze dovrebbero esserci state addirittura anche alcune aggressioni alle forze dell'ordine, mentre non è toccata la stessa sorte a nessuno degli operatore sanitario. Così come sono stati pari a zero i danni alla struttura.
Sul posto sono arrivate tre pattuglie tra Polizia di Stato e carabinieri che hanno riportato la situazione a un clima di quiete e permesso ai professionisti del Ramazzini di garantire l’assistenza a tutti i pazienti presenti in quel momento.
Terminate minacce e offese, ma non la tensione che, seppur con toni e modi diversi, è durata fino a ieri mattina quando il folto gruppo di familiari stazionava ancora davanti al pronto soccorso. l
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